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Salerno, il lungomare cede ancora: addio alle panchine

di Alessandro Mosca
Si complica la situazione a Torrione: nuove fratture e altra interdizione. “Salve” poche sedute lungo la passeggiata
Salerno, il lungomare cede ancora: addio alle panchine

Il lungomare di Torrione continua a sbriciolarsi e, adesso, resta pure senza panchine. È l’effetto della nuova recinzione posizionata nel primo pomeriggio di ieri dagli operai inviati sul terrazzamento “nuovo” di lungomare Tafuri, nel Giardino di Asia: è stato interdetto anche il “corridoio centrale”, quello che ospitava diverse sedute che, adesso, sono inutilizzabili. Decisione inevitabile: anche ieri, infatti, rispetto agli scorsi giorni, le fratture accanto alla voragine che si è aperta martedì scorso si sono fatte sempre più vistose. Il pavimento si è sollevato sempre di più e, ormai, sembra soltanto questione di tempo (i più pessimisti dicono poco) per assistere a una nuova apertura nella struttura crollata nel 2016 e ricostruita nel 2019.
Una situazione sempre più complicata, dunque. Ma, di fatto, attesa visto che, giorno dopo giorno, lo stato dell’arte nell’area del “Giardino di Asia” è sempre più compromesso. Che sta provocando rabbia e tristezza in particolare fra i residenti di Torrione che, ormai, non hanno più una panchina dove sedersi sul lungomare. Con la chiusura – ormai da diversi mesi – del parco giochi nei pressi della chiesa di Santa Maria ad Martyres e l’interdizione di quest’ulteriore tratto del lungomare, infatti, si sono ridotte esponenzialmente le sedute dove accomodarsi per osservare il mare o godersi il sole nelle belle giornate. «È un delitto perfetto: tutti sapevano quanto sia fragile questo tratto del lungomare, da anni era stato segnalato e nessuno ha fatto nulla. Ora stanno venendo tutti qui, ogni giorno, a capire una situazione che era chiara e che era stata mostrata più volte. Attendiamo soltanto una risposta adesso: ci devono far sapere precisamente quando hanno intenzione di mettere mano a questo scempio e ridarci il nostro lungomare», l’urlo di una donna con il cane che ieri ha assistito alle operazioni di interdizione dell’ulteriore tratto pedonale del lungomare.

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