Novanta chilometri. È il percorso che, di notte, hanno affrontato – a più riprese – due camion: partivano da Sarno per raggiungere l’area rurale di Roccadaspide. È il tragitto, diventato quasi una rotta, che permetteva alla “holding dei rifiuti” di sbarazzarsi di scarti tessili e della plastica seguendo le modalità, diventate tristemente note, che hanno portato alla ribalta il clan dei Casalesi.
È uno dei retroscena dell’inchiesta della Dda di Salerno sfociata nel blitz di giovedì – eseguito dai carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il supporto dei comandi provinciali di Napoli, Salerno e Caserta – che ha portato all’esecuzione delle misure cautelari nei confronti di 12 (otto ai domiciliari, quattro all’obbligo di dimora) dei 14 indagati ritenuti far parte del gruppo che, attraverso tre diverse modalità, riusciva a smaltire rifiuti speciali (pericolosi e non) in spregio a qualsiasi regola.

