Dobbiamo riprendere la lotta». La riflessione esternata quasi inconsapevolmente ad alta voce da uno degli operai delle Fonderie Pisano, mentre era con tutti gli altri in cerchio ad ascoltare i delegati appena scesi dagli uffici della Prefettura, più che una sintesi è una presa di coscienza. Perché nelle varie interlocuzioni con i differenti soggetti istituzionali, un dato è emerso chiaro ai lavoratori: se non si trova un’alternativa per la delocalizzazione, la fabbrica è destinata ad andare a Foggia con i loro posti di lavoro. E hanno ben chiaro anche il concetto che, al di là dell’ascolto delle istituzioni come ieri è stato ieri in Prefettura, sono i vertici della politica e del governo regionale, provinciale e cittadino che devono scegliere se facilitare la delocalizzazione della nuova fabbrica decarbonizzata e con impatto minimo in un’area industriale del territorio oppure accettare che vada via da questo territorio. In questo quadro, è ovvio che la mancanza di un sindaco nel pieno dei suoi poteri a Palazzo di Città non aiuta il confronto o comunque rischia di rallentare i tempi. E, considerando che la Conferenza dei servizi a metà mese dovrà decidere se confermare o revocare l’Aia determinando la chiusura dello stabilimento, allora il tempo diventa una variabile non di poco conto. «Va trovata una sintesi tra le istituzioni ma c’è la necessità di rispettare e capire i tempi tecnici di tante e varie sensibilità e il Comune è solo un tassello perché ci sono la Provincia, la Regione, l’Asl e anche le associazioni ambientaliste perché noi non chiudiamo a nessuno se si parla della nuova Fonderia. Ci vorrà un tempo che abbiamo chiesto sia il più veloce possibile: da dieci anni ci stiamo battendo sul futuro e non ci vogliamo arrendere al fatto che non ci sia in questa provincia ma questo non significa – ribadisce Francesca D’Elia, segretaria generale provinciale della Fiom Cgil dopo l’incontro in Prefettura – che c’è un rischio occupazionale per cui anche le istituzioni devono assumersi le proprie responsabilità».
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Fonderie Pisano di Salerno, operai senza futuro: «Riparte la lotta»
di Eleonora Tedesco
Incubo trasferimento a Foggia, presidio in Prefettura: «Ora risposte dalla politica». Lettera-appello a Fico

- Pubblicato il 30 Gennaio 2026
- Tags: fonderie pisano, salerno
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