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Eboli, la Provinciale con tre morti e cento buche

di Francesco Faenza
Sindaco e Presidente della Provincia si rimpallano le responsabilità
Eboli, la Provinciale con tre morti e cento buche

Solo tre morti, in vent’anni. A breve, il bilancio potrebbe essere aggiornato. La strada provinciale 195 è la più bistrattata dai politici. Sindaco e presidente della Provincia conoscono il problema. Ma continuano a giocare a sasso, carta e forbice, senza decidere chi debbe intervenire. Mario Conte ha un alibi giuridico: la strada è della Provincia. Sul piano etico, però, nemmeno lui si salva. Se governi un territorio con una strada così malandata o ti incateni e blocchi tutto o ti dimetti e lasci il posto a chi ha a cuore la pubblica incolumità. Strianese, Alfieri, Napoli e Guzzo. Gli interlocutori provinciali del sindaco ebolitano sono stati molteplici. Ma Conte non è mai riuscito a strappare un lembo d’asfalto.

Sulla carta era prevista la bitumazione ogni sei mesi. C’era un accordo firmato da Bassolino, Rosania e Zara, quando venne costruito il Cdr a Battipaglia. Il ristoro è rimasto sulla carta. I morti sono finiti al cimitero. I feriti in ospedale. I politici continuano a promettere cose che non faranno. In trent’anni, una striscia di asfalto non si è mai vista. Un intervento è stato fatto davanti all’istituto Agrario. Parva materia. Sforzo minimo, del tutto inutile. Zeru interventi, rischi enormi di uccidersi in auto. La strada attraversa la zona industriale di Eboli. Lungo la provinciale ci sono almeno tre mazzi di fiori, a ricordare i morti in auto. L’arteria rappresenta un’istigazione al suicidio, per chi la percorre quando piove (come oggi). Nei giorni di sole, è altrettanto pericolosa.

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