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Salerno, tuguri nel centro storico: 19 bengalesi in un alloggio

di Eleonora Tedesco
Blitz della polizia municipale in piazza Alario, c’è lo sgombero delle case da incubo. Altre indagini
Salerno, tuguri nel centro storico: 19 bengalesi in un alloggio

Materassi stipati in qualsiasi angolo utile. Abiti stesi ad asciugare a fili inchiodati ai muri. Bombole del gas per cucinini ricavati alla meno peggio, in condizioni igieniche più che precarie. Il portone è di quelli antichi e maestosi che si affacciano sulla centrale e storica piazza Alario ma, all’interno, in due appartamenti riconducibili allo stesso proprietario, vivevano stipate ben 19 persone, tutte originarie del Bangladesh. Vivevano in condizioni al limite dell’umano, eppure ciascuno di loro corrispondeva per un posto letto un canone in contanti pari a una cifra che, sommata per tutti gli inquilini dei due appartamenti, risulterebbe di gran lunga superiore a quella dichiarata dal proprietario degli immobili nel contratto di affitto.
È questa la realtà emersa nel corso dei controlli effettuati dalla polizia municipale agli ordini del comandante Rosario Battipaglia. In questo caso, è sceso in campo il personale del Nucleo operativo prevenzione reati-Decoro urbano e Ambiente dopo la segnalazione dei residenti che denunciavano una presunta occupazione degli immobili che stava pregiudicando anche la qualità della vita degli altri condomini in termini di sicurezza e igiene. «Nei due appartamenti – chiariscono dalla municipale – è stata rilevata una presenza eccessiva di occupanti che avevano sistemato letti e materassi in ogni stanza, anche con letti a castello. Gli immobili si trovavano in condizioni igienico-sanitarie precarie, con un ammasso enorme di suppellettili». Durante i controlli, tutti gli occupanti presenti sono stati identificati. «Nei prossimi giorni – spiega il comandante Battipaglia – continueremo con gli accertamenti per verificare e approfondire la posizione del proprietario e tutta una serie ulteriore di elementi che sono emersi nelle verifiche. Tutti sono risultati regolari o in corso di regolarizzazione, solo uno di loro è risultato destinatario di un provvedimento del prefetto di Roma che gli è stato notificato. La gran parte, ad esempio, ha riferito di lavorare come cuoco».
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