Un raggiro degno della celebre pellicola “Totò truffa ’62” è stato scoperto a Napoli dai carabinieri, che hanno smascherato una sofisticata truffa immobiliare ai danni di un ignaro proprietario. Due uomini, fingendosi collaboratori di un notaio, sono riusciti a vendere un appartamento nel quartiere Fuorigrotta per 145mila euro, incassando una caparra di 95mila euro.
Finta vendita di un appartamento a Fuorigrotta
In manette sono finiti Pasquale Presutto, 44 anni, e Nicola Criscuolo, 70 anni, successivamente posti agli arresti domiciliari. I due hanno messo in vendita un appartamento situato in via Cariteo, a pochi passi dallo stadio Diego Armando Maradona, all’insaputa del reale proprietario: un 79enne residente nel quartiere Chiaia.
Il ruolo dell’inquilino e l’avvio della truffa
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, tutto ha avuto inizio dall’inquilino dell’abitazione, un 44enne napoletano che occupava regolarmente l’appartamento dal 2022. L’uomo avrebbe chiesto al proprietario l’autorizzazione a eseguire alcuni lavori di ristrutturazione e, ottenuto il consenso, si sarebbe fatto consegnare la documentazione dell’immobile, i dati catastali e una copia del documento di identità del 79enne.
È in questa fase che la truffa avrebbe preso forma.
Documento clonato e sosia del proprietario
Il 44enne avrebbe poi coinvolto un 71enne, ritenuto perfetto per impersonare il proprietario grazie a una forte somiglianza fisica, e avrebbe clonato la carta di identità del vero titolare dell’immobile. Con questi elementi, l’appartamento è stato messo sul mercato.
L’accordo con gli acquirenti ignari
Due persone, poi risultate anch’esse vittime del raggiro, si sono mostrate interessate all’acquisto. Dopo diversi sopralluoghi e una breve trattativa, il prezzo è stato fissato in 145mila euro, apparso come un vero affare per la zona. La compravendita è andata avanti senza intoppi, arrivando fino al rogito notarile.
Il rogito e l’incasso della caparra
Presso lo studio notarile, ignaro della truffa, gli acquirenti hanno consegnato al finto proprietario assegni per 95mila euro come caparra, mentre il saldo di 50mila euro sarebbe stato versato in un secondo momento. L’immobile è stato regolarmente intestato ai compratori, con tanto di iscrizione al catasto.
Il sospetto del nipote e la scoperta
A far emergere la truffa è stato il nipote del 79enne, che parlando con lo zio ha appreso della richiesta di ristrutturazione avanzata dall’inquilino. Insospettito dal fatto che tutta la documentazione fosse in possesso del conduttore, ha effettuato una verifica catastale, scoprendo che la proprietà dell’appartamento era stata trasferita con un atto notarile stipulato pochi giorni prima.
La denuncia e la trappola dei carabinieri
Il nipote ha contattato il notaio, anch’egli vittima dell’inganno, e si è poi rivolto ai carabinieri della stazione di Chiaia. Ai militari ha riferito che di lì a breve sarebbe avvenuto il pagamento del saldo finale. Il giorno dell’appuntamento, nello studio notarile si sono presentati due presunti collaboratori del notaio, in realtà carabinieri sotto copertura.
Quando i falsi venditori hanno tentato di portare a termine l’ultima fase della truffa, sono scattate le manette.
Sequestrati documenti e carte false
Nel corso delle perquisizioni successive all’arresto, i carabinieri hanno rinvenuto tre telefoni cellulari, appunti, documentazione notarile, carte di credito, un assegno bancario e due carte di identità false. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare se il gruppo abbia messo in atto truffe simili in altri contesti.

