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«Fondovalle? In 30 anni pochi chilometri»

di Alfredo Boccia
Auricchio, presidente Area Interna del Cilento: «Fondi della Strategia Nazionale insufficienti, 87mila euro per ogni Comune... »
«Fondovalle? In 30 anni pochi chilometri»

I numeri, non solo quelli relativi allo spopolamento, al momento condannano senza appello le Aree interne del Salernitano ad un lento quanto inesorabile declino, senza una volontà comunitaria ad evitate tanto.

Chi ha autorità per evitare il peggio così appare ai più come un medico folle che, invece di salvare il malato, gli promette una dolce morte.

I Comuni delle Aree Interne in Italia erano, inizialmente, 72; l’attuale Governo ne ha inseriti altri 52 per un totale di 128, ma senza aumentare concretamente i fondi da assegnargli.

I fondi assegnati all’Area Cilento Interno, nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne per la programmazione 2021/2027, a valere per 6 anni, ammontano a 15 milioni di euro che, divisi per i 29 comuni, diventano 517mila a Comune. Facendo ancora una pari ripartizione per ogni singolo Comune per i sei anni, si capisce che ogni Comune risulterebbe beneficiario di 86mila euro all’anno – sottolinea Girolamo Auricchio, presidente Area Interna del Cilento e vice sindaco di Roccadaspide –. Come è possibile che i nostri parlamentari, molto lungimiranti, in particolare quelli del Sud, hanno pensato che investendo queste cifre era possibile contrastare seriamente lo spopolamento, la marginalizzazione e le disuguaglianze gravi di cui queste nostre aree soffrono? Come è possibile pensare che questi comuni, con 86mila euro all’anno, possono migliorare i servizi erogati e sostenere lo sviluppo locale? Se le Aree Interne, specie quelle del Sud, sono ridotte all’attuale stato, è dovuto al disinteresse di tutti i Governi nazionali che si sono succeduti”.

La Regione Campania ha sette Aree Interne individuate nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) per il ciclo 2021-2027. Tra queste, quattro erano già attive nel ciclo precedente, ossia Alta Irpinia, Cilento Interno, Tammaro-Titerno e Vallo di Diano, e tre sono le nuove entrate, ossia Alto Matese, Fortore Beneventano e Sele Tanagro.

Queste sette Aree Interne coinvolgono 93 comuni e oltre 800.000 cittadini che li abitano e servono ad attivare misure che hanno l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e la marginalizzazione. Ma l’attuale realtà, in particolare per quanto riguarda le Zone montane a Sud di Salerno, presenta criticità oramai annose.

Ad esempio in materia di viabilità Auricchio denuncia: “Per quanto riguarda la Fondovalle, dopo oltre trent’anni, non c’è neanche la strada che doveva collegare Eboli con Vallo della Lucania e ad oggi abbiamo solo un tratto intermedio di quattro chilometri”.

Il presidente Girolamo Auricchio, poi, evidenzia anche un trattamento normativo differente tra i Comuni delle Aree montane del Sud e quelli del Nord sui cui territori, a partire dal 6 al prossimo 22 febbraio, si svolgeranno i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026: “Zone turistiche del Nord dotate di strutture modernissime, inoltre ricche e sviluppate, non hanno bisogno di alcuna valutazione ambientale per la realizzazione delle infrastrutture, mentre paesi del Sud in cui lo spopolamento è galoppante e in cui i negozi chiudono, hanno bisogno di tali certificati anche per una piccolissima installazione”.

E fino ad ora non hanno trovato riscontro le richieste bipartisan provenienti dalle Aree interne del Salernitano circa la necessità di istituire una Fiscalità di Vantaggio, al fine di incentivare gli investitori ad insediarsi anche in questi territori e anche per evitare che quei pochi “coraggiosi” rimasti non chiudano le proprie attività, come diversi servizi pubblici di necessità cancellati oppure accorpati in Comuni limitrofi, spesso difficilmente raggiungibili se non si possiede un veicolo di proprietà.

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