Un gesto che ferisce due volte, riaprendo una ferita mai rimarginata e scuotendo profondamente l’intera comunità di Castel San Giorgio. Tra il pomeriggio di sabato e la mattinata di domenica scorsa, ignoti hanno rubato alcuni oggetti personali dalla tomba di Michele Ambrosino, il giovane barbiere di 19 anni morto insieme alla cugina Serena Salvati in un tragico incidente stradale nel 2022.
Il furto è avvenuto all’interno del cimitero comunale, nel luogo dove Michele riposa accanto a Serena. Dalla teca posta sulla lapide sono spariti un rasoio elettrico professionale, forbici e altri strumenti da lavoro: oggetti a cui il ragazzo era profondamente legato. Non si trattava di semplici attrezzi, ma di simboli della sua passione e del mestiere che amava, custoditi dalla famiglia come segno d’affetto e di memoria.
A denunciare pubblicamente l’accaduto è stata Gerarda Salvati, sorella di Serena e cugina di Michele. Un messaggio diretto, rivolto a chi ha compiuto un gesto definito incomprensibile e disumano: sottrarre oggetti personali a un ragazzo che non c’è più, nel luogo che dovrebbe rappresentare silenzio, rispetto e raccoglimento.

