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Eboli, costruiscono in alveo e scaricano in fiume: scatta il sequestro

I liquami di un'azienda zootecnica venivano smaltiti in un canale irriguo
Eboli, costruiscono in alveo e scaricano in fiume: scatta il sequestro

Nuova operazione a tutela dell’ambiente nel Salernitano. I militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno, in collaborazione con il personale dell’Ufficio tecnico del Comune di Eboli, hanno eseguito un’attività di polizia giudiziaria finalizzata al contrasto di illeciti ambientali, abusivismo edilizio e inquinamento lungo le pendici, gli argini e le aree circostanti l’alveo del fiume Sele.

Controlli sul territorio e tutela del fiume Sele

L’operazione rientra in un più ampio piano di monitoraggio delle aree sensibili dal punto di vista ambientale. L’attenzione degli investigatori si è concentrata su zone di particolare pregio naturalistico, dove negli ultimi mesi erano emerse criticità legate a interventi non autorizzati.

Opere abusive e violazione dei sigilli

Secondo la ricostruzione della polizia giudiziaria, i responsabili di un’importante azienda zootecnica avrebbero realizzato opere edilizie abusive su una vasta superficie e con una rilevante cubatura. Gli interventi sarebbero stati effettuati in violazione dei sigilli apposti nel mese di aprile scorso e in assenza dei necessari titoli autorizzativi e paesaggistici.

Smaltimento illecito di liquami nel canale irriguo

Le indagini hanno inoltre fatto emergere un grave episodio di inquinamento ambientale. I liquami prodotti dall’attività zootecnica sarebbero stati smaltiti illegalmente in un canale irriguo, direttamente collegato al bacino idrografico del fiume Sele, con potenziali ripercussioni sull’ecosistema e sulle attività agricole della zona.

Sequestro delle strutture

Al termine degli accertamenti, le strutture abusive sono state sottoposte a sequestro, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Proseguono le indagini per accertare eventuali ulteriori responsabilità e per quantificare il danno ambientale causato.

L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza e degli enti locali nella difesa del territorio e nella salvaguardia delle risorse ambientali, con particolare attenzione ai corsi d’acqua e alle aree a rischio.

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