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Fonderie Pisano, summit tra assenze e affondi

di Eleonora Tedesco
Via alla conferenza dei servizi per l’Aia: l’Asl non si presenta, il Comune c’è ma manca la delega. L’Asi nel mirino dei Pisano
Fonderie Pisano, summit tra assenze e affondi

La decisione di confermare o negare l’Autorizzazione integrata ambientale alle Fonderie Pisano, sancendo – nei fatti – la continuazione della produzione dello stabilimento di Fratte o la chiusura ancor prima della delocalizzazione sarà assunta tra un mese. I Pisano, infatti, hanno 20 giorni per dimostrare che saranno in grado di applicare le migliori tecnologie per ridurre l’impatto sull’ambiente.
Ma la Conferenza dei servizi tenuta ieri ha già evidenziato alcuni spunti. Innanzitutto, è andata in scena la figuraccia del Comune di Salerno che non ha presentato il proprio parere e non ha delegato la dirigente del settore Ambiente a intervenire, lasciando il consigliere e presidente della commissione Ambiente, Arturo Iannelli, a una battaglia ormai solitaria. E così, nonostante proprio a palazzo di Città sia stato istituito un nuovo tavolo tecnico sulle Pisano, il Comune insieme all’Asl sono risultati assenti a verbale. Tra l’altro, è stata sollevata anche una questione di incompatibilità per la presenza di Iannelli che, oltre a essere consigliere comunale è anche dipendente dell’Asl.
Non solo: il numero uno delle Fonderie, Ciro Pisano, confermando di star lavorando per trasferire le attività a Foggia, ha attaccato i vertici dell’Asi e della politica cittadina che, al di là della partita persa a Buccino, non hanno proposto alternative per restare. «Stiamo rispettando tutte le normative, abbiamo illustrato il nostro progetto alla Conferenza dei servizi e abbiamo avuto delle osservazioni di cui prendiamo atto e cercheremo di trovare le soluzioni per ottemperare quanto ci chiedono i vari Enti. Sappiamo da vari anni che la zona di Fratte ha un’altra valenza e cerchiamo una soluzione diversa. Mi rammarico solo – sottolinea Pisano – che c’è stato un allargamento della zona industriale a Salerno e nessuno ha considerato che c’era la necessità di delocalizzare lo stabilimento da Fratte e nessuno ha previsto un sito per poter collocare lo stabilimento».
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