Pochi minuti dopo le ore 20 del primo gennaio 2026. È il momento in cui lo “scrolling” sui social network di tanti giovani salernitani (e non) ancora alle prese con i postumi post-Capodanno si ferma di colpo. Perché improvvisamente accade qualcosa che nessuno si aspettava. Un miracolo: sulla pagina “Salerno in Cornice”, quella che negli scorsi anni era diventata un punto di riferimento, uno spazio da consultare compulsivamente in attesa della pubblicazione delle fotografie degli “strusci”, compare un video. E tutti si gelano.
Le immagini sono forti: c’è un giovane uomo disteso in un letto di una struttura sanitaria, i macchinari a scandire il tempo e a sorreggere il respiro. È un pugno allo stomaco. Ma la durezza di quei frame lascia presto spazio a un sorriso, a un nodo in gola, a qualche lacrima che scivola senza chiedere permesso. Perché il giovane di questo video che ha fatto immediatamente il giro della città, passando di cellulare in cellulare, è Benny Sarno. Esattamente 213 giorni quel maledetto 2 giugno che ha rischiato di costargli la vita, il “fotografo della movida” torna a farsi vedere. E soprattutto a parlare. A ringraziare. A lanciare. parole d’amore per tutte – proprio tutte – le persone che gli sono state vicine in questi mesi di durissima battaglia.
Era il primo pomeriggio dell’ultima Festa della Repubblica quando il 38enne rimase coinvolto in un gravissimo incidente stradale sulla tangenziale, in direzione Sud, all’altezza dello svincolo di Pastena. Era in sella alla sua moto quando fu sbalzato e finì contro un guard rail. Le sue condizioni, da subito, sembrarono disperate ai soccorritori che giunsero sul luogo dell’incidente. La corsa disperata all’ospedale Ruggi fece seguito alle preghiere, ai silenzi spesso pieni di dolore, all’ostinata speranza che tutto fosse un brutto sogno e che Benny ce la potesse fare, che ben presto era pronto a riapparire – con la “fedelissima” macchina fotografica alla mano – fra i vari locali della city.
A distanza di oltre 200 giorni è accaduto il secondo miracolo dopo quello che il “leone” ha realizzato nel nosocomio di via San Leonardo, grazie a una forza fuori dal comune. Oggi la sua battaglia continua in un centro di riabilitazione del Nord Italia, dove Sarno sta lentamente tornando a vivere, passo dopo passo, respiro dopo respiro. Deciso a realizzare presto i suoi desideri e quelli di chi non l’ha mai lasciato solo.

