Compariranno il prossimo 21 gennaio davanti al gup del tribunale di Salerno, Brigida Cavasino, otto delle nove persone finite nel mirino della Procura Antimafia di Salerno nell’inchiesta sul presunto scambio elettorale politico-mafioso che sarebbe stato realizzato a Capaccio Paestum in occasione delle amministrative del 2019.
I sostituti procuratori titolari del fascicolo, Elena Guarino e Carlo Rinaldi, hanno chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco Franco Alfieri, l’imprenditore Roberto Squecco e l’ex moglie (già consigliera comunale) Stefania Nobili, l’agente della polizia municipale pestano Antonio Bernardi, il dipendente del cimitero Michele Pecora oltre ai baronissessi Domenico De Cesare, Vincenzo De Cesare e Antonio Cosentino, finiti nel mirino della magistratura per altre vicende di tentate estorsioni emerse nel corso delle indagini che lo scorso marzo portarono al blitz con cui furono eseguiti le misure degli arresti domiciliari nei confronti degli indagati (soltanto per la Nobile son ancora in piedi misure cautelari). Non affronterà l’eventuale processo, invece, un altro componente del “gruppo di Baronissi”, Angelo Genovese, che ha chiesto e ottenuto il patteggiamento in continuazione con altre condanne diventate definitive.

