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Fuga dal “Ruggi”: pressing sulla Regione per il nuovo manager

di Marcella Cavaliere
L’improvviso addio del dg Verdoliva ha disorientato i lavoratori: appello a Fico per la nomina immediata del sostituto
Fuga dal “Ruggi”: pressing sulla Regione per il nuovo manager

Lavoratori della sanità infuriati e disorientati. Ora che il dado è tratto, nelle corsie dei presidi dell’Azienda Universitaria “Ruggi d’Aragona” di Salerno non si fa altro che chiedere un nuovo punto di riferimento per guidare gli uffici della direzione generale rimasti improvvisamente senza manager. L’addio di Ciro Verdoliva in tempi così rapidi è stato del tutto inaspettato: da qualche settimana, infatti, si vociferava della possibile “fuga” da via San Leonardo del direttore generale, diretto verso un incarico più prestigioso ed economicamente vantaggioso affidato dal centrodestra romano all’ingegnere di Castellammare di Stabia. Voci a cui, però, in molti non hanno creduto anche perché, come detto, i tempi vociferati di quest’addio non dovevano essere così celeri: i beninformati, infatti, indicavano il “trasferimento” di Verdoliva per la prossima primavera.
E ora, invece, con le dimissioni ad horas dall’Azienda e il nuovo contratto firmato da Verdoliva lo scorso 23 dicembre come numero uno dell’Autorità garante nazionale per i diritti delle persone con disabilità, gli scenari sono totalmente cambiati. Per questo, dunque, dalle corsie dei vari presidi aziendali il coro è unanime: i lavoratori chiedono al neo-governatore Roberto Fico subito la nomina del suo sostituto. Chiedono al presidente della Regione Campania velocità decisionale e certezze, senza indugiare affidandosi a un commissario in attesa di scelte troppo ponderate da prendere a lungo termine. Chiedono risposte concrete perché la fase di immobilismo che ha caratterizzato alcune aree soprattutto dell’emergenza negli ultimi anni è stata troppo lunga, portando l’Azienda salernitana allo sbando e pagando a caro prezzo la disorganizzazione e gli errori commessi nell’assistenza, incluso quella nelle sale operatorie con notevoli danni d’immagine.
I lavoratori ricordano le difficoltà lavorative che hanno contribuito a creare un forte clima di tensione – e di sfiducia da parte dell’utenza – che pensavano stessero per lasciarsi alle spalle. Aspettavano il tempo necessario affinché le disposizioni di Verdoliva cominciassero a dare i primi risultati, anche se qualcuno iniziava a vedere già il bicchiere mezzo vuoto. Auspicavano serenità sul lavoro, l’arrivo di Verdoliva era stato visto come quello di un leader che avrebbe messo ordine rispetto all’intricato garbuglio del sistema “Ruggi”, che faceva acqua da troppe parti.
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