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Il post-regionali: a Salerno rischio “campo anomalo”

di Eleonora Tedesco
Il boom delle urne apre le valutazioni anche per le prossime comunali: 5 Stelle e Avs fra primi movimenti e riflessioni
Il post-regionali: a Salerno rischio “campo anomalo”

Nell’ultimo quarto di secolo sono cambiati sindaci e consiglieri comunali; si sono avvicendati partiti e schieramenti diversi, riflesso delle varie dinamiche nazionali e locali. Ma in questi 25 anni c’è sempre stata una costante: Roberto Celano. Sui banchi dell’opposizione si sono alternati vari consiglieri ma Celano, uomo simbolo di Forza Italia a Salerno, è rimasto sempre lì. Fino a lunedì, quando le urne hanno sancito il salto in Consiglio regionale che già aveva provato a compiere cinque anni fa ma che, soprattutto per logiche interne al partito, non gli era riuscito. Con un bottino di 1848 voti nel solo capoluogo, Celano si appresta a lasciare il suo posto di capogruppo di Fi a Palazzo Guerra per fare il suo ingresso nel parlamentino della Regione Campania. Da buon commercialista, dopo anni passati soprattutto a fare le pulci all’amministrazione su come vengono gestiti finanziamenti e risorse, ora dovrà dedicarsi al ben più intricato bilancio regionale. E, mentre Celano si prepara a fare il suo ingresso in Consiglio regionale, al suo posto a Salerno, arriva Luca Esposito il primo dei non eletti alle passate amministrative nella lista di Forza Italia. Classe ’92, avvocato, cresciuto professionalmente e politicamente sotto l’ala di Lello Ciccone, sarà il consigliere più giovane a sedere nell’Assise cittadina. Proprio la “promozione” di Celano porterà Forza Italia ad avviare ulteriori valutazioni: il partito a livello provinciale, infatti, dovrebbe essere affidato proprio a Ciccone con la supervisione di Guido Milanese.
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