Una “città a mano armata”. È la sensazione che emerge dall’operazione ad alto impatto eseguita nella mattinata di martedì dalla polizia che, per ore, ha battuto a fondo il territorio comunale – in particolare la zona orientale – per eseguire numerose perquisizioni e controllare alcuni “obiettivi” ritenuti sensibili. Una task force utile per dare una risposta agli allarmi sulla sicurezza lanciati dai cittadini, un modo per far sentire – forte – la presenza dello Stato sul territorio. Che ha portato i suoi frutti: sono due, infatti, le persone tratte in arresto dai poliziotti.
Tutte trovate in possesso di arma da fuoco, nel solco di un refrain che ormai si sta ascoltando da tempo all’ombra del Castello d’Arechi: le pistole detenute illegalmente, infatti, sono sempre più diffuse a Salerno. Una “città a mano armata”, dunque. Ma c’è di più: una delle ultime misure cautelari, infatti, riguarda uno dei gestori dell’autonoleggio di via Ricci, nel cuore di Pastena, negli ultimi mesi al centro delle cronache.
L’operazione ad alto impatto.
Sono stati circa cento gli agenti che hanno messo al setaccio i quartieri a Est di Salerno nella mattinata di martedì: gli uomini della Squadra Mobile, guidati dal vicequestore Elvio Barbati, hanno avuto il supporto di unità dei reparti prevenzione crimine “Campania” e “Basilicata”, nonché di unità cinofile antidroga e operatori della scientifica. In totale, nel corso dell’operazione, sono state eseguite perquisizioni in case e altri locali nella disponibilità di 15 persone (per lo più già note alle forze dell’ordine) ritenute “obiettivi sensibili” dei controlli. E le verifiche hanno dato i loro frutti.

