«Dateci i soldi degli assegni di cura, altrimenti non possiamo aiutare i nostri familiari». È l’appello che viene lanciato da Michele Lucia referente di genitori e figli afferenti al Piano di Zona Sa/8 che hanno diritto all’assegno di cura. «Sono ormai da due anni e tre mesi, l’ultimo assegno ci è stato dato ad aprile 2023, che non riceviamo il sussidio. Da due anni e tre mesi – aggiunge Lucia che si fa portavoce di oltre famiglie che vivono la sua stessa identica situazione nell’ambito del Piano di Zona S/8 che comprende i Comuni compresi tra Vallo della Lucania, Agropoli e Castellabate – stiamo anticipando di tasca nostra tutto quello che serve ai nostri cari che essendo portatori di disabilità avrebbero priorità su tutto il resto».
L’assegno di cura è un sussidio economico erogato a persone non autosufficienti o ai loro caregiver, per sostenere l’assistenza domiciliare e promuovere la permanenza della persona nel proprio contesto familiare e sociale. L’erogazione varia a livello regionale e comunale e dipende da fattori come il reddito e la gravità del bisogno assistenziale certificato: «Il sussidio – spiega Lucia – varia da un minimo di 600 euro a un massimo di 1.200 euro. Quindi andando a fare due conti ogni famiglia avanza dalla Regione Campania da 16.200 euro a 32.400 euro».