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Delitto Carmela Quaranta, i “giri” di Sellitto sul telefono

di Francesco Ienco
L’ipotesi: cellulare occultato per evitare di risalire ai traffici dell’uomo. La donna di Mercato San Severino fu aggredita da una coppia
Delitto Carmela Quaranta, i “giri” di Sellitto sul telefono

È il giorno dell’interrogatorio di Gerardo Sellitto, indagato per la morte dell’ex compagna Carmela Quaranta. Il 56enne verrà ascoltato dal gip Giovanni Pipola presso la casa circondariale di Salerno, dove si trova recluso da lunedì, in virtù del decreto di fermo emesso dalla Procura di Nocera Inferiore (pm Viviana Vessa), nell’ambito dell’inchiesta per l’omicidio della donna trovata deceduta la sera di Pasqua nel suo appartamento a Mercato San Severino. Tra i vari dettagli emersi sul macabro episodio, consumatosi presumibilmente tra la sera del Venerdì Santo e le prime ore del sabato, un elemento manca ancora all’appello e potrebbe risultare cruciale. Il telefono della vittima che gli investigatori non hanno rinvenuto nella sua abitazione il 20 aprile, quando il corpo della 43enne, a seguito dell’allarme lanciato da parenti e amici, è stato scoperto dai carabinieri.

La pista

La donna era in pigiama sul letto, una coperta addosso e segni sul collo che lasciavano immaginare uno strangolamento. I militari del Nucleo operativo, agli ordini del comandante Massimo Avallone, hanno rovistato ovunque ma del cellulare neanche l’ombra. L’ipotesi era che qualcuno lo avesse fatto sparire per evitare di essere individuato attraverso i tabulati. Ma ci sono altre chiavi di lettura legate alla principale pista seguita dagli uomini del Comando sanseverinese, coordinati dal maggiore Carlo Santarpia, ovvero che non si sia trattato di un delitto passionale. Da diverse testimonianze di chi conosceva bene la vittima è infatti emerso che ci fossero liti frequenti tra Carmela e l’ex compagno anche dopo la fine della loro relazione.

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