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Morti sul lavoro, siamo in “zona rossa”

di Alessandro Mosca
I dati del 2024 bocciano la “terra felix”: l’incidenza dei decessi è sempre più alta. Ma il Salernitano regge ancora
Morti sul lavoro, siamo in “zona rossa”

La Campania piomba in “zona rossa”. No, questa volta non c’entra nulla il Covid e i lunghi mesi dell’emergenza pandemica in cui le regioni d’Italia, in base all’escalation dei contagi del “mostro invisibile”, vedevano restrizioni o maggiori libertà in base ai colori. Sono i dati, impietosi, degli incidenti e dei morti sul lavoro registrati nella prima parte del 2024: la piaga delle morti bianche e degli infortuni nel corso delle attività lavorative non riesce proprio ad arginarsi. E la “zona rossa” assegnata alla Campania emerge dall’elaborazione dei dati Istat dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre: nel territorio che va da Sessa Aurunca a Sapri, infatti, c’è stata un’incidenza maggiore di decessi sul lavoro ogni milione d’impiegati maggiore rispetto a quella che è la media nazionale.

L’allarme

Nella “terra felix”, infatti, da inizio anno si sono registrate 30 morti bianche con un’incidenza pari a 17,8 decessi ogni milione di impiegati. Il dato nazionale, invece, è molto più basso: nel 2024, infatti, s’attesta a 12,1 decessi ogni milione di lavoratori. Dati che fanno riflettere e che sono peggiori rispetto a quelli che sono stati accertati in provincia di Salerno: il nostro territorio, infatti, è in zona bianca. Ma per un pelo: in base all’elaborazione dei dati dell’Istat, il Salernitano è al 63esimo posto della triste graduatoria dell’incidenza dei morti sul lavoro con tre decessi registrati da inizio anno per un’incidenza pari a 8,7 morti bianche ogni milione di lavoratori (l’Istat calcola che sono poco più di 344mila le persone residenti in provincia di Salerno con regolare contratto).

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