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Stalking a Pontecagnano, l’incubo “revenge porn”

di Carmine Landi
Comportamenti persecutori su una cameriera, obbligo di dimora a Cava per un operaio
Stalking a Pontecagnano, l’incubo “revenge porn”

La presunta vittima, una cameriera ucraina classe ‘92 che vive lungo la litoranea di Pontecagnano Faiano, ha denunciato finanche d’essere stata vittima di revenge porn , riferendo alla Procura che l’uomo, un operaio incensurato del 1988 originario di Nocera Inferiore e residente nel cuore di Cava de’ Tirreni, era arrivato a minacciarla di divulgare filmati che la vedevano intenta a consumare rapporti sessuali. Circostanza tutta da verificare, perché per ora l’unica ipotesi di reato a carico del metelliano che da mercoledì scorso è sottoposto all’obbligo di dimora a Cava de’ Tirreni e divieto d’avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa è di atti persecutori aggravati dall’utilizzo di strumenti informatici e telematici. Ossia dal telefono che di sicuro ha utilizzato per chiamare ripetutamente la 31enne e per ambigua messaggistica istantanea («Dimmi quanto vuoi per un’ora», oppure «Hai giocato bene, ora ti faccio vedere io come si gioca», il tenore degli sms).

Il gip Francesco Guerra ha firmato il provvedimento su richiesta di Rosa Staiano, pm titolare delle indagini delegate ai carabinieri della Stazione di Pontecagnano Faiano (maresciallo capo Dario Santaniello), coordinati dalla Compagnia di Battipaglia, temporaneamente agli ordini del capitano Donato Recchia. «Dopo la fine della relazione sentimentale – un estratto del capo d’imputazione – con condotte reiterate e ripetute minacciava la persona offesa costringendola a modificare le proprie abitudini di vita».

Tutto sarebbe iniziato a novembre del 2023, quando la pontecagnanese avrebbe comunicato al cavese la volontà d’interrompere la relazione: a quel punto il presunto stalker avrebbe preso a subissarla di molestie telefoniche, a presentarsi (alcune volte pure con delle rose nere) sul luogo di e nei paraggi dell’abitazione della donna, che ha una figlia di 12 anni, a pedinarla e, stando alla denuncia, a filmarla mentre era in compagnia d’altri uomini.

La giovane, seguita dal Centro antiviolenza “Anna Borsa”, è assistita dala legale Valentina Vazinzadeh, mentre l’operaio è difeso dall’avvocato Alfonso Esposito, che si dice fiducioso in vista dell’interrogatorio di domattina: «Confidiamo – fa sapere – di riuscire a chiarire la situazione che s’è venuta a creare, certi che non ci sia mai stato alcun fidanzamento né una relazione coniugale tra i due».

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