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Movida “cafona” a Salerno, via a un’altra stretta

di Eleonora Tedesco
Dopo le accuse di De Luca, il Comune pronto ad aggiornare le norme: si va verso un’ulteriore “chiusura” alla musica
Movida “cafona” a Salerno, via a un’altra stretta

I titoli di quotidiani e siti d’informazione che riportavano la notizia, con sfumature differenti, ribadivano tutti lo stesso concetto: il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, indossa nuovamente i panni dello sceriffo e spegne la musica di un evento a piazza Mazzini, di fronte piazza della Concordia. Era il 23 marzo dell’anno scorso e il governatore era impegnato in uno dei suoi soliti sopraluoghi quando ha sentito la musica arrivare dallo slargo dove era in corso un evento legato alle moto e ha fatto irruzione tra gli appassionati di due ruote facendo spegnere d’imperio la musica giudicata “troppo alta”. In seguito a una serie di controlli, risultò che gli organizzatori dell’evento avevano tutti i permessi in regola, compreso quello per la musica.

L’affondo dello “sceriffo”

Abbastanza per placare le ire del presidente? Nulla affatto perché, da quel momento, ha ripreso la sua personale battaglia e, in più occasioni (su tutte l’incontro avuto con gli studenti del liceo Tasso tenuto negli scorsi mesi), ha ribadito la sua personale guerra contro i “cafoni della movida” e la musica sparata a tutto volume. «Siamo arrivati al punto che se non abbiamo gli altoparlanti con la musica a tutto volume… bestie, cafoni. Questo non attira il turismo, lo allontana. Imbecilli. Ma non c’è in nessuna città italiana il casino che abbiamo qui la notte, ogni locale che apre mette gli amplificatori. Bestie, toglieteli. Noi abbiamo bisogno di un turismo civile, garbato, elegante altrimenti avremo il peggio del turismo, i cafoni e non il turismo d’èlite che dobbiamo avere», il messaggio ai ragazzi.

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