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Battipaglia, due mesi agli arresti ma era innocente

di Carmine Landi
Liberato Romano, ai domiciliari da aprile per la lite di viabilità culminata in tentata rapina: «Scambio di persona»
Battipaglia, due mesi agli arresti ma era innocente

Due mesi di libertà ingiustamente negata. Perché Vincenzo Romano, 42enne battipagliese (difeso dal penalista Giuseppe Russo) che da ieri pomeriggio non è più agli arresti domiciliari, revocati dal gip Giovanna Pacifico, il 23 dicembre dello scorso anno non era neppure sul luogo del delitto, in via Turati, teatro d’una lite per viabilità culminata in una tentata rapina. Era innocente, nonostante la persona offesa l’avesse identificato. E nonostante l’acquisizione investigativa dei filmati delle telecamere di videosorveglianza.

Gli interrogatori

Sospetto maturato fin dal giorno degli interrogatori di garanzia, quando l’altro inquisito, il 33enne battipagliese Gerardo Caputo (assistito dall’avvocato Pierluigi Vicidomini), depositò delle indagini difensive con l’annessa dichiarazione d’una terza persona, un 41enne suo concittadino che ammetteva d’essere in auto con lui la sera del 23 dicembre. Insomma, Romano non c’era: fu uno scambio di persona. La difesa chiese la revoca degli arresti domiciliari, scattati il 19 aprile in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Pacifico su richiesta del pm Simone Teti, titolare delle indagini delegate agli agenti del Commissariato della polizia di Stato di Battipaglia, agli ordini del vicequestore Giuseppe Fedele. Invano. L’avvocato Russo, allora, reiterò l’istanza al cospetto del Tribunale del riesame. Invano.

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