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Battipaglia, Troisi incinta e Aiello indagato: «Sapeva del feto»

di Carmine Landi
Il femminicidio in Assise: «Non parlo col pm». La Corte: sì alla perizia
Battipaglia, Troisi incinta e Aiello indagato: «Sapeva del feto»

Interruzione non consensuale di gravidanza. Nuova ipotesi di reato a carico dell’idraulico battipagliese Marco Aiello, il 40enne che il 20 settembre scorso, nel villino unifamiliare di via Flavio Gioia, in località Lago, uccise a coltellate la moglie 37enne Maria Rosa Troisi, originaria di Solofra. Gli inquirenti non credono all’inconsapevolezza dell’uomo: a loro dire il 40enne sapeva che la vittima era incinta. Nei giorni scorsi all’assassino, che ieri mattina per la prima volta è comparso dinanzi ai giudici della Corte d’assise per l’omicidio volontario della coniuge, è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari a firma di Licia Vivaldi, pm titolare dell’inchiesta sul femminicidio, delegata ai carabinieri della Sezione operativa del Norm (capitano Donato Recchia) della Compagnia di Battipaglia, agli ordini del capitano Samuele Bileti.

Il procedimento

Uno stralcio del principale procedimento penale per mezzo del quale la pubblica accusa contesta all’idraulico la morte del feto mai nato, quello che la casalinga solofrana portava in grembo quando il marito l’ha uccisa. «Per effetto della medesima condotta – scrive il pm riferendosi ai fendenti sferrati alla moglie – essendo a conoscenza dello stato di gravidanza della moglie conduceva consapevolmente alla morte intrauterina del feto della lunghezza di 10,5 centimetri circa e alla conseguente interruzione di gravidanza alla 13esima settimana di gestazione». Con ogni probabilità, nel corso del dibattimento in Corte d’assise (presidente il giudice Vincenzo Ferrara) il sostituto procuratore chiederà la riunificazione dei due procedimenti, vista la continuazione tra i reati.

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