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Sì al cimitero blindato ai ravellesi

di Salvatore Serio
Il Tar promuove le restrizioni di Atrani: «Modifiche legittime»
Sì al cimitero blindato ai ravellesi

Con il loro cimitero gli atranesi possono fare ciò che vogliono, pure se ricade in un altro comune. I giudici salernitani del Tar bocciano il ricorso del Comune di Ravello, che reclamava l’annullamento della delibera consiliare d’Atrani che aveva introdotto limitazioni alla sepoltura dei residenti della frazione di Castiglione nel cimitero del centro costiero. Il camposanto atranese, infatti ricade nel territorio comunale di Ravello. I ricorrenti da tempo erano contrari alle restrizioni alla sepoltura dei residenti nella frazione, giustificata dal Comune di Atrani con la carenza di loculi per l’inumazione.

La decisione

Linea, questa, avallata dai giudici amministrativi, che, ripercorrendo la vicenda e facendo riferimento alla giurisprudenza pregressa, hanno considerato pienamente legittimo l’esercizio di una forma di discrezionalità da parte dell’Ente comunale di Atrani, ritenendo che le posizioni ravellesi siano infondate. Non è da considerarsi sussistente, infatti, la violazione dei principi di lealtà e cooperazione tra enti. «Il Comune – si legge nel verdetto – può legittimamente modificare il Regolamento di polizia mortuaria limitando la sepoltura nel cimitero comunale solo a coloro che siano morti nel territorio o che, all’atto del decesso, fossero residenti. A maggior ragione deve ritenersi consentito all’Ente locale circoscrivere l’ambito dei soggetti residenti nel territorio di altro Comune che possano accedere alla sepoltura, come avvenuto nel caso di specie».

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