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Antonio Marino: «Nuova speranza per tutti con le Bcc»

di Alfredo Boccia
Il vice presidente vicario della Banca di Credito Cooperativo di Aquara: «Il capitale più forte sono i nostri soci e il territorio»
Antonio Marino: «Nuova speranza per tutti con le Bcc»

Da direttore generale a vice presidente, continua il matrimonio tra Bcc Aquara ed Antonio Marino verso le nozze d’oro: «Intanto ringrazio i Soci della Banca che non mi fanno mai mancare il loro plauso ed il loro consenso… Il rapporto stretto con la BCC di Aquara continua certamente. E’, per certi versi, una mia creatura e certo non vorrò mai abbandonarla. Le nozze d’oro sarebbero un bel traguardo. In fondo mancano solo 3 anni…».

La vita di una Banca di Credito cooperativo è diversa da quella di un qualsiasi altro tipo di società di persone o di capitale.

Certamente si. Il nostro rapporto con i Soci e clienti della Banca è un rapporto speciale. Noi siamo una cooperativa prima ancora di essere una banca. Le nostre decisioni si prendono qui, a contatto con la realtà che ci circonda, non certo a centinaia di chilometri di distanza. Siamo ormai le uniche banche che hanno sedi legali e decisionali al di sotto di Roma. L’altro giorno in una intervista ad una TV locale ho potuto testimoniare il nostro interessamento al tema – locale – dell’invasione da cinghiali. Queste sono sensibilità che solo una banca locale può interpretare. Le grosse banche di certo non si occupano di ungulati. Loro stanno qui fino a quando c’è profitto altrimenti chiudono gli sportelli e vanno via. Noi restiamo qui. Il capitale più forte che noi abbiamo sono i nostri Soci, sul nostro territorio.

Come la Bcc Aquara intende continuare ad essere al fianco di famiglie ed imprese?

Semplicemente continuando a fare ciò che abbiamo sempre fatto: la banca locale. Vogliamo tenere i conti a posto, come abbiamo sempre fatto, ma il cuore resta la cooperazione che oggi, in un mondo instabile, è sempre più necessaria.

Prevista l’apertura di nuove filiali della Bcc Aquara?

Sicuramente si, ci penseremo al momento opportuno ma nello stesso tempo diciamo che la banca non si qualifica o si giudica dal numero degli sportelli ma dalla sana e prudente gestione. Siamo insediati con sportelli in comunità molto piccole ma anche in località molto popolose. Per crescere possiamo anche solo pensare di incrementare il personale nelle Filiali più grosse… senza ulteriori costi di strutture!

Il credito cooperativo ha futuro in una realtà bancaria sempre più votata al fare utili ed all’utilizzo dell’innovazione tecnologica?

Non abbiamo paura del futuro. Non ci spaventa l’innovazione tecnologica perché abbiamo alle spalle adeguata assistenza dalla Capogruppo. Non ci spaventa la corsa ai profitti,

siamo una cooperativa e quindi non distribuiamo utili, diversamente dalle banche SpA. Di conseguenza possiamo anche fare poco utile e restare sul mercato al fianco dei nostri Soci e clienti.

Al sistema delle Bcc serve più coraggio e fantasia?

Abbiamo già tanto coraggio e tanta fantasia per stare sul mercato e competere ogni giorno con i colossi del credito nazionale. Più che alle singole BCC occorrerebbe più coraggio e fantasia ai nostri organismi di rappresentanza che dovrebbero maggiormente tutelare la diversità del credito cooperativo nell’interesse dei nostri utenti. In particolare ci vorrebbe più coraggio e fantasia da parte delle BCC del Sud che sono sempre più marginali rispetto al credito cooperativo italiano perché viviamo in un quadro economico più difficile e complesso e ogni giorno “caviamo letteralmente petrolio dalle pietre”. Garantiamo ogni giorno l’accesso al credito in zone dove senza di noi ci sarebbe una assordante desertificazione bancaria eppure il ceto politico si gira dall’altra parte mentre sarebbe utile, a cinque anni dalla riforma, fare una verifica dei risultati e delle correzioni da apportare alla riforma per migliorarla.

Il sogno di Antonio Marino ancora nel cassetto e da realizzare?

Arrivare alle nozze d’oro con la BCC di Aquara … ma soprattutto veder primeggiare il credito cooperativo, soprattutto al Sud. Rimettere al centro l’uomo con la sua fantasia e la sua creatività… e non più l’uomo come lupo degli altri uomini dove il più grosso mangia il più piccolo (comportamento tipico delle SpA). Le BCC hanno lavorato da sempre, e lavorano ancora, per una società più equa e con meno diseguaglianze.

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