Skip to content

Rifiuti in Area Pip, la Sarim ci rinuncia

di Carmine Landi
Le imprese vincono la battaglia contro il maxi-impianto, Bardascino chiede alla Regione la revoca della licenza
Rifiuti in Area Pip, la Sarim ci rinuncia

«Intervenute sopravvenienze imprenditoriali». Cosimo Bardascino, presidente della Sarim di Eboli, motiva così l’inaspettata rinuncia all’edificazione del maxi-impianto di rifiuti in area Pip. Il colpo di scena arriva di mercoledì mattina, nel bel mezzo dell’udienza pubblica dinanzi alle toghe della Seconda sezione salernitana (presidente il giudice Nicola Durante) del Tribunale amministrativo regionale, chiamate a ridiscutere dell’opificio della discordia all’esito su disposizione dei magistrati del Consiglio di Stato. Feliciana Ferrentino e Lorenzo Lentini, avvocati dell’impresa ebolitana, depositano una lettera scritta 24 ore prima dal patron della Sarim, indirizzata alle unità operative che s’occupano d’autorizzazioni nel Salernitano per conto delle direzioni generali della Regione Campania per l’Ambiente e l’ecosistema e per il Ciclo integrato delle acque e dei rifiuti.

Il contenzioso

«La società dichiara di rinunziare sin d’ora – le parole di Bardascino – in modo irrevocabile all’autorizzazione ambientale unica rilasciata dalla Regione per la realizzazione e la gestione di un impianto di recupero e messa a riserva di rifiuti non pericolosi per intervenute sopravvenienze imprenditoriali». Nelle premesse alla base del dietrofront, in verità, viene richiamato pure il «vasto contenzioso davanti al Tar e al Consiglio di Stato». Quello avviato da svariate realtà imprenditoriali che popolano la zona industriale ebolitana: la Motta, la Di Canto, la Napolitrans, il Caseificio Tre Stelle, la Sorrento Sapori e Tradizioni, la Ag Real Estate, la Mirra & C. e la Domenico Esposito, tutte assistite dall’avvocato Marcello Fortunato, che ha beneficiato del supporto del consulente tecnico Roberto Pansa.

Leggi anche