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Pomodoro made in Cina: primi casi negli anni ‘70

di Enzo Todaro
Pomodoro made in Cina: primi casi negli anni ‘70

Non è certo la scoperta dell’anno l’approdo di una nave battente bandiera cinese che trasporta tonnellate di pomodoro made in Cina. La scoperta è datata nel tempo! Erano gli anni 70 quando un giornalista salernitano fece la sgradita sorpresa. Addirittura una nave carica di doppio concentrato di pomodoro confezionato in Cina e diretta a note industrie conserviere italiane che veniva inscatolato con la dicitura “made in Italy“ e faceva il percorso via mare all’inverso. Cioè, tornava nella terra, la Cina, dove era stato confezionato. La sorpresa era nel “made in Italy”!

Nel porto di Salerno all’epoca non sbarcava solo concentrato di pomodoro cinese ma anche baccalà dalla Russia. La scoperta di un giornalista d’inchiesta non ebbe l’effetto desiderato. Dopo il primo momento d’intuibile sorpresa il “caso“ cadde nel deleterio silenzio. Anche la Germania ci gratificò di enormi quantitativi di latte zootecnico, non nocivo all’organismo umano, che veniva “tagliato“ ed offerto al consumo. Rilevante il danno economico nei confronti dei produttori di latte del salernitano. Altra “scoperta“ dei giorni nostri riguarda il porto commerciale di Salerno che paragonato ad una gruviera nonostante i tanti successi delle forze dell’ordine di frontiera e della dogana, facilita lo sbarco di sostanze stupefacenti prodotte nel centro e sud America e destinate ai mercati europei. Che fare? All’interrogativo dovrebbero rispondere le autorità delegate ai servizi portuali. Apprendere oggi ciò che appartiene al passato… “non ci resta che piangere”.

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