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Peste suina, aumenta l’allarme in Italia e nel Salernitano

L'Efsa mantiene alta l'allerta sulle carcasse "positive"
Peste suina, aumenta l’allarme in Italia e nel Salernitano

In Italia – si legge nel rapporto Efsa – nel corso del 2023, si sono verificati tre eventi di traslocazione a lunga distanza in regioni lontane da qualsiasi precedente caso di PSA. In Calabria le prime carcasse di cinghiale positive alla PSA sono state rinvenute all’inizio di maggio in un parco nazionale con terreno estremamente selvaggio e aspro, tra cui valli profonde, alte vette montuose e fitta vegetazione. Questo caso si trovava a più di 500 km da qualsiasi focolaio precedentemente segnalato (Lazio). Nei mesi successivi sono state rinvenute nella zona 17 carcasse positive e sono stati notificati nella regione sei focolai tra suini domestici. Nella maggior parte di questi stabilimenti, i suini venivano tenuti parzialmente all’aperto.

La situazione in Campania

La peste è stata segnalata anche in Campania. Sempre nel mese di maggio, cinque carcasse di cinghiali in stato di decomposizione molto avanzato sono state rinvenute in una vasta area forestale nella provincia di Salerno, più a meno di 200 km da eventuali focolai segnalati. Similmente alla Calabria, la zona infetta era vicina ad un parco nazionale caratterizzato da valli profonde e alte montagne, con una vegetazione molto fitta. In queste regioni sono state trovate 26 carcasse positive fino a luglio 2023, ma non è stato notificato alcun focolaio tra i suini domestici. In entrambe queste regioni, i risultati delle indagini epidemiologiche hanno indicato che il virus della PSA avrebbe potuto circolare dall’inizio del 2023.

Altri focolai

Casi di peste suina sono stati rilevati anche in Sardegna: nel mese di settembre, un piccolo allevamento di suini situato nella provincia di Nuoro è stato infettato dal genotipo II della PSA. Le indagini epidemiologiche hanno rivelato che la fonte più probabile di introduzione del virus della PSA nello stabilimento erano i rifiuti alimentari infetti provenienti da uno dei focolai verificatisi nelle regioni settentrionali colpite dell’Italia.

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