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Denatalità ed emigrazioni, il Salernitano perde 3mila residenti

di Gaetano de Stefano
Il territorio fra Scafati e Sapri si “svuota”: crescono gli esodi verso Nord e l'estero ma anche l’età media
Denatalità ed emigrazioni, il Salernitano perde 3mila residenti

Calano i residenti a Salerno e provincia. E stavolta la “colpa” non è da imputare esclusivamente alla denatalità ma anche alla migrazione. Perché, in pratica, soprattutto i giovani non pensano di potersi costruire un futuro nel Salernitano e, quindi, preferiscono emigrare altrove, sia in Italia che all’estero. Scendendo nei particolari, in base al focus sul censimento dell’Istat, nel 2022 la provincia di Salerno, rispetto al 2021, perde 3.426 residenti.

I dati

Peggio fa solo Napoli (8.038) mentre addirittura Caserta registra un aumento (+1.029 residenti). In Campania si registrano 5.609.536 unità, con una flessione di 14.884 residenti: più della metà della popolazione risiede nella provincia di Napoli (53,1%), che sfiora i tre milioni di abitanti. Segue la provincia di Salerno, che con oltre 1 milione di residenti raccoglie il 18,9% dei residenti della regione. Le altre tre province ospitano il 28,0% dei residenti. Una diminuzione, come mette in risalto l’Istat, frutto della somma di due saldi negativi, quello naturale (-16.990 unità) e quello migratorio interno (–23.976), non compensata dai valori positivi del saldo migratorio con l’estero (+16.013) e dell’aggiustamento statistico (+10.069).

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