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Cava de’ Tirreni, mese da incubo: in ostaggio di un cane

di Annalaura Ferrara
Una donna si è rivolta a vigili urbani e guardie zoofile per i tormenti subiti da un animale “innamorato”
Cava de’ Tirreni, mese da incubo: in ostaggio di un cane

Da trenta giorni è in ostaggio di un cane “innamorato”. Non riesce a liberarsene, nonostante gli appelli e gli interventi delle forze dell’ordine. Una donna disperata non sa più a chi rivolgersi. A quale “santo” votarsi. La sua vicenda, la sua storia ha dell’incredibile. Quello che sta vivendo Cristina Accarino somiglia un racconto cinematografico.

Da circa un mese, Cristina è costretta a uscire di casa con la sua cagna, solo dopo essersi assicurata che, ai piedi del palazzo di corso Mazzini, dove abita, non ci sia un cane maschio che sfugge al controllo del padrone, per raggiungere la cagna in calore. La scena si ripete spesso. E non è affatto rasserenante. Il cane è fuggito più volte dal rione Contropone per arrivare al centro città. Presidia notte e giorno il portone dove vive la cagna con la sua padrona. Un tormento infinito che rischia di provocarle un grave stato d’ansia. Cristina vive guardandosi alle spalle, con il cane che si mette alle calcagna.

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