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«Regionali, De Luca decise chi appoggiare»

Zoccola spiega il meccanismo delle preferenze. E il 27 maggio tocca a Savastano
«Regionali, De Luca decise chi appoggiare»

Le indicazioni su chi appoggiare alle elezioni regionali le diede direttamente il governatore Vincenzo De Luca. Questa in sintesi la versione dei fatti fornita ieri in aula da Fiorenzo Zoccola, detto Vittorio, considerato il ras delle coop sociali che avevano in affidamento dal Comune la manutenzione del verde pubblico in città. Ieri, completato il suo interrogatorio, l’imprenditore ha poi risposto alle domande degli avvocati Giuseppe Della Monica, Gaetano Manzo, Agostino De Caro e Giovanni Annunziata, delineando lo stesso quadro.

In pratica con Nino Savastano, dopo una lunghissima interruzione, i rapporti erano ripresi in occasione delle elezioni regionali del 2021. Ma, nessun accordo fu preso con l’allora assessore comunale alle Politiche sociali, candidato per un seggio in consiglio regionale, bensì fu direttamente De Luca ad indicare l’appoggio al 70% a Savastano e al 30% per Franco Picarone.

Insomma, il referente del re delle coop era direttamente il governatore della Campania, anche se conosceva o aveva rapporti con i candidati, anzi con tutti quelli deluchiani, ma era sempre il “presidente” a dare le indicazioni elettorali su chi votar e chiedere di far votare. In più, l’imputato ha specificato che anche se non avesse stretto rapporti di nuovo con Savastano, lo avrebbe votato comunque perché le indicazioni era state quelle di un appoggio massiccio alla sua candidatura.

L’udienza è durata poco più di un paio di ore per completare la terza parte dell’interrogatorio di Zoccola, anche se è stata interrotta per procedere ad una camera di consiglio. Al termine, i giudici hanno ritenuto utilizzabili le contestazioni derivanti da dichiarazioni rese a seguito delle letture delle intercettazioni, sebbene dichiarate inutilizzabili. Non sono mancati i momenti di tensione durante l’esame dell’imputato e le sue risposte, che tuttavia rispetto alle quali ha poi risposto in modo sostanzialmente lineare.

Si è parlato anche dell’appoggio elettorale dato alla candidata Virgilia Fogliame, sulla quale c’era l’indicazione di dare un voto in aggiunta a quello di Savastano. Una decisione inizialmente passata come un sistema per controllare i voti realmente forniti all’allora assessore comunale. Il ras delle cooperative sociali, invece, ha sostenuto in aula che si era trattato non di un’abbinata studiata per controllare il voto di Savastano, ma esclusivamente per consentire una visibilità elettorale della candidata anche su Salerno.

La prossima udienza del processo è stata aggiornata al 27 maggio quando sarà interrogato Savastano dai pm Elena Cosentino e Guglielmo Valenti. Presumibilmente nella stessa giornata si procederà anche al controesame da parte dei difensori.

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