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Truffe online, nei guai la padrona dei pitbull di Campolongo

Raggiri con le app delle banche, due arresti e tre obblighi di firma: indagata anche Gaia Sabato
Truffe online, nei guai la padrona dei pitbull di Campolongo

C’è anche Gaia Sabato, la proprietaria dei pitbull dell’orrore di Campolongo costato la vita al bimbo di 15 mesi e ora indagata per omicidio colposo, fra gli indagati di un maxi-raggiro attraverso truffe online e riciclaggio di denaro contestato dalla Procura di Salerno dopo le indagini effettuate dal compartimento della polizia postale dell’Emilia Romagna e dalla sezione operativa di Salerno. Sono 16, in totale, gli indagati: il gip Valeria Campanile, su richiesta del pm titolare delle indagini, Morris Saba, ha firmato nelle scorse ore l’ordinanza che ha portato agli arresti domiciliari tre persone. Si tratta di Gino Rasola, 52enne di Potenza, Elisebea Sergiano, 41enne di Potenza e di Daniele Guarnieri, 41enne di Battipaglia ma residente a Campagna.

È stato disposto, inoltre, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Francesco Ianniello, 42enne di Venosa, e Annamaria Giallorenzo, 28enne di Eboli (nel pool di difensori gli avvocati Nicola Maria Melchionda e Daniele Olivieri). Secondo quanto contestato dalla Procura, il gruppo avrebbe eseguito delle frodi informatiche – nel periodo fra luglio del 2020 e agosto 2021 – che avrebbero consentito di generare profitti per 490mila euro.

La vicenda nasce nel marzo del 2021 in seguito alla denuncia presentata alla postale di Bologna da un imprenditore, portando alla scoperta non solo delle frodi informatiche ma anche dei diversi episodi di riciclaggio, commessi attraverso il trasferimento del denaro ottenuto nei raggiri online a persone compiacenti, titolari di conti correnti o carte prepagate da cui poi veniva prelevato il denaro. L’imprenditore emiliano raccontò alla postale di aver ricevuto, nel marzo del 2021, un messaggio con l’intestazione della sua banca in cui veniva invitato a scaricare una nuova applicazione gratuita anti-spam. Subito dopo il download – si ricostruisce nell’ordinanza firmata dal gip del tribunale di Salerno l’uomo venne contattato da un sedicente dipendente del suo istituto di credito che gli comunicava che, in seguto ad alcune variazioni, era necessario disinstallare l’app bancaria e scaricare il programma anti-spam.

Successivamente, poi, l’imprenditore riceveva un altro sms in cui gli veniva intimato di non accedere all’home banking per non rischiare il blocco permanente del conto. Con queste operazioni, i truffatori entrarono in possesso di tutti i dati bancari dell’imprenditore che, il giorno dopo, si vide privato di circa 30mila euro. Episodi che, in base alle contestazioni della Procura, si sono ripetuti nel corso dei mesi, portando altre vittime a vedersi privati dei loro risparmi sempre con gli stessi meccanismi o anche attraverso raggiri che hanno visto vittime persone che avevano messo in vendita dei propri beni. In diverse occasioni, poi, i proventi delle truffe venivano spostati su conti esteri per sfuggire ai controlli e poi nuovamente movimentati su carte di credito di persone compiacenti.

E su questo punto emergono le contestazioni alla Sabato: per la Procura, infatti, la giovane battipagliese indagata anche per l’orrore di Campolongo avrebbe ricevuto sulla sua Postepay un bonifico da 9.400 euro – parte di una truffa – il 23 luglio del 2020; un altro accredito da 14.900 euro, invece, arrivò sulla sua carta prepagata il 29 luglio dello stesso anno. In entrambi i casi, poi, i soldi sono stati rapidamente prelevati.

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