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Scuole e feste religiose, vince l’autonomia

di Alessandro Mosca
Approvato il calendario: via il 12 settembre, stop il 7 giugno 2025. La Regione: «Ok alle celebrazioni, basta segnalare»
Scuole e feste religiose, vince l’autonomia

Lo start è fissato per il prossimo 12 settembre, di giovedì; il termine delle attività, invece, è previsto per il 7 giugno 2025: sono le date “cardine” del prossimo anno scolastico, ufficializzate nelle ultime ore dalla Regione Campania con la pubblicazione della delibera di giunta che fissa il calendario delle lezioni scolastiche. E, soprattutto, fissa tutta una serie di “paletti” diversi rispetto al passato che potranno modificare il corso dell’annata degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Innanzitutto, la novità più grossa riguarda la facoltà data alle dirigenze degli istituti dell’intero territorio che va da Sessa Aurunca a Sapri di stoppare le lezioni in occasione delle giornate di festività di altre religioni. Un’apertura, dunque, in particolare alla nutrita comunità islamica che, in questo modo, potrà celebrare al meglio alcune date importanti del loro calendario, come quella della fine del Ramadan. «Per esigenze connesse a specificità dell’istituzione scolastica, con la precisazione che, in presenza di una rilevante componente studentesca appartenente a comunità etniche e/o religiose diverse, nell’ambito della programmazione delle celebrazioni è possibile utilizzare una delle giornate dedicate agli eventi delle scuole per la celebrazione di importanti ricorrenze di quelle etnie e/o religioni, a seguito di apposita concertazione con le rappresentanze delle diverse componenti della scuola (docenti, studenti, genitori), e dandone comunicazione ai competenti uffici della Regione e dell’Ufficio scolastico regionale», il passaggio della delibera di Giunta che, dunque, ufficializza questa facoltà già annunciata da Palazzo Santa Lucia.

E che, nelle ultime ore, ha trovato il plauso anche dell’arcivescovo della Diocesi di Salerno-Acerno- Campagna, monsignor Andrea Bellandi : «Credo che non si debbano fare delle battaglie ideologiche su questi argomenti, di natura politica. Si deve guardare al bene e all’interesse reale di studenti e docenti e, in questo senso, occorre valutare scuola per scuola, in base al numero di alunni appartenenti ad altre religioni, al fine di rispettare date significative per loro».

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