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Cava de’ Tirreni, intervento sbagliato: muore dopo 14 anni

di Annalaura Ferrara
La pianista Annabella Benincasa finì in coma nel 2010 per un’operazione al seno: da allora non si è più ripresa
Cava de’ Tirreni, intervento sbagliato: muore dopo 14 anni

Dopo 14 anni di coma è deceduta all’ospedale “Santa Maria dell’Olmo” di Cava de’ Tirreni, dopo un ricovero in Rianimazione di circa due settimane, la brillante pianista cavese Annabella Benincasa. La giovane donna e mamma di una bimba, ora maggiorenne, decise il 13 maggio del 2010 di sottoporsi ad intervento di mastoplastica additiva per aumentare una misura del seno presso la clinica Iatropolis di Caserta. Da quel momento è finita in coma e non si è più risvegliata.

Annabella, di nome e di fatto, era di una bellezza unica. L’unico suo cruccio era quello di avere il seno piccolo. Lo voleva qualche misura in più. Quella maledetta mattina di metà maggio di 14 anni, dunque, la Benincasa all’epoca dei fatti 35enne – si sottopose ad un intervento chirurgico in una clinica privata specializzata, in provincia di Caserta. Un intervento considerato di routine, che però per Annabella non è stato così. Mentre era in sala operatoria, infatti, la donna ha avuto delle convulsioni, che le hanno provocato una crisi respiratoria ed un arresto cardiocircolatorio. Una situazione sfuggita di mano ai medici, che fecero trasferire la paziente all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Apparse subito allarmante il quadro clinico, con l’encefalogramma praticamente piatto. Questa fu la diagnosi emersa al momento del ricovero nel reparto di Rianimazione al Sant’Anna e San Sebastiano.

Da allora, le condizioni della donna sono rimaste gravissime. Mentre la famiglia Benincasa ha sporto denuncia contro la clinica ritenuta responsabile delle condizioni della donna, la mamma di Annabella, la signora Anna, non ha mai perso la speranza di un risveglio di quella che era la sua unica figlia. Ha lottato contro tutto e tutti. L’ha tenuta ricoverata nei migliori centri per il risveglio di persone in coma, fino alla decisione di tenerla a casa e di allestirle una camera asettica, facendole praticare tutte le cure necessarie anche per le articolazioni. La maestra di pianoforte ha vissuto per altri 14 anni, dopo quel tragico 13 maggio, grazie alle cure e all’amore incondizionato di sua madre.

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