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S. Egidio del Monte Albino, stop al forno crematorio

di Alfonso Romano
Ok al piano in Consiglio: cantiere “cancellato”, l’opera a sud di Salerno
S. Egidio del Monte Albino, stop al forno crematorio

Il consiglio regionale firma la fine del progetto di costruzione del forno crematorio nel cimitero di Sant’Egidio del Monte Albino. L’approvazione del piano regionale dei crematori, avvenuta ieri e in cui non configura la struttura in costruzione nella città dell’agro, rappresenta un’importante vittoria per un pezzo di politica e cittadinanza attiva che in questi anni si era fortemente opposta all’opera. «Una norma attesa dal 2001 – ha spiegato nello specifico l’esponente regionale del Movimento 5 Stelle, Michele Cammarano , da sempre vicino al comitato locale che si era costituito per dire no all’opera -. Il Movimento 5 Stelle in questi anni ha svolto un ruolo determinante nel promuovere piena consapevolezza su questa questione e nel contrastare progetti che non rispettassero i giusti criteri. Il piano approvato con il nostro voto favorevole non prevede l’installazione di un tempio crematorio a i Sant’Egidio del Monte Albino».

Come previsto nel piano regionale, in provincia di Salerno sono previsti non più di tre templi crematori. Due sono già esistenti a Cava de’ Tirreni e Montecorvino Pugliano, mentre il terzo dovrà essere installato «nel territorio comunale del capoluogo o aree limitrofe», come ha fatto sapere Cammarano. Come specificato dal direttore generale della Direzione per la Tutela della Salute, sarà installato «nel vasto territorio a sud di Salerno». Una votazione, quella avvenuta ieri in consiglio regionale, che registra al tempo stesso anche l’astensione dell’ex sindaco di Sant’Egidio del Monte Albino, Nunzio Carpentieri, con l’esponente di Fratelli d’Italia che ha preferito non esprimersi dopo aver difeso l’opera in questi anni. Molto cauto anche l’attuale primo cittadino sangiliano, Antonio La Mura, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni sulla vicenda, con tutto ciò che adesso ne conseguirà per l’Ente comunale e l’opera in sé.

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