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Nocera Inferiore, negata la scarcerazione al boss Cuomo

di Salvatore De Napoli
«Ha dimostrato di non aver aderito in maniera adeguata all’opera di rieducazione»
Nocera Inferiore, negata la scarcerazione al boss Cuomo

Dichiarato inammissibile dai giudici della Corte di Cassazione il ricorso presentato dai legali del boss nocerino Michele Cuomo: per il punto di riferimento del gruppo criminale “Quelli di Casale nuovo” nessuna liberazione anticipata. Per i magistrati della Suprema Corte, dunque, la sua richiesta va respinta sia perché non pone questioni di legittimità e anche per il suo ruolo nel panorama delinquenziale della città di Nocera Inferiore.

Il 44enne, attraverso i suoi legali di fiducia, aveva presentato ricorso per ottenere la liberazione anticipata, negatagli dal Tribunale di Sorveglianza della città di L’Aquila a settembre dello scorso anno. Al di là dell’inammissibilità procedurale, la Cassazione ha ricordato che l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza ha evidenziato anche la condotta di Cuomo. «Nei semestri per i quali si chiede la liberazione anticipata, Cuomo è stato attinto da plurime ordinanze di custodia cautelare in carcere per il reato di associazione mafiosa e reati satellite, commessi dal 2019 fino ad ottobre 2021. Il Tribunale di sorveglianza di L’Aquila fa riferimento, inoltre, alle note del Roni – Reparto operativo dei carabinieri di Nocera Inferiore – del 2 febbraio 2023 e della Direzione distretturale Antimafia di Salerno del 6 aprile del 2023, confermative della persistenza di collegamenti con la criminalità organizzata in epoca recente, tali da far ritenere il suddetto figura di primissimo piano nei territori dell’Agro nocerino».

Sempre riferendosi all’ordinanza del Tribunale di sorveglianza abruzzese, questa «evidenzia, infine, che lo stesso ha dimostrato di non aver aderito in maniera adeguata all’opera di rieducazione nei periodi di cui alla richiesta del beneficio penitenziario, non avendo mai collaborato con la giustizia ed anzi non avendo mai ammesso i fatti».

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