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“Superbonus”, scoperti 40 truffatori in provincia di Salerno

di Salvatore De Napoli
Insieme ai complici avrebbero incassato indebitamente 604 milioni di euro. I falsi crediti nell’Agro nocerino
“Superbonus”, scoperti 40 truffatori in provincia di Salerno

Terminati i sequestri a carico di 40 imprenditori della provincia di Salerno coinvolti nell’inchiesta sulle truffe ai danni dello Stato per aver intascato assieme ad un’altra sessantina di loro colleghi 607 milioni di euro con il superbonus facciate e 110%. Colpiti dai sequestri che fanno parte di una tranche dell’indagine della procura della repubblica di Napoli Nord sono stati titolari di gelaterie, sale giochi, profumerie e ambulanti, perlopiù dell’Agro nocerino sarnese, ma anche della Piana del Sele e del Cilento. Ad indagare la Guardia di finanza di Frattamaggiore, al comando del tenete colonnello Carmine Bellucci (che era stato negli anni scorsi al comando della compagnia porto a via Ligea).

I quattro filoni d’inchiesta

Per i militari di Frattamaggiore questa è il quarto filone d’inchiesta di un’indagine che ancora non è conclusa e che potrebbe allargarsi. Le indagini hanno già portato nel 2022 già a un primo sequestro da circa 903 milioni di euro, in relazione alla circolazione di crediti fittizi per lavori di ristrutturazione e di efficientamento energetico e a canoni di locazione previsti dal Decreto “rilancio”. Questo conclusosi in queste ore è per altri 607 milioni di euro, portando il complessivo dell’importo truffato sale 1,5 miliardi di euro di crediti falsi, originati per lo più nel biennio 2021/2022.

Il blitz nell’Agro nocerino sarnese

Le “fiamme gialle” hanno scoperto crediti riconducibili a bonus fiscali per la riqualificazione energica, ristrutturazione e adeguamento sismico per lavori che in realtà non sono stati mai eseguiti, spesso vantati da società prive di qualsivoglia consistenza aziendale e solidità patrimoniale. In alcuni casi, i lavori sarebbero stati addirittura eseguiti da società che, nell’oggetto sociale, non si occupavano di impiantistica o di costruzioni ma erano gelaterie, profumerie, sala giochi e commercio ambulante, e da persone che svolgevano i più disparati lavori. E come se non bastassero i legali rappresentanti di alcune società cessionarie dei crediti, di fatto mai esistite o decotte, percepivano o avevano richiesto il reddito di cittadinanza, altro che imprenditori. Insomma, tuffavano sui superbonus e pur sul reddito di cittadinanza, ma sono riusciti a movimentare crediti per centinaia di milioni di euro. Già a lavoro un nutrito pool di avvocati, come Stanislao Sessa.

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