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Battipaglia, rapina al “Trade Land”: due condanne

di Carmine Landi
Assalto al deposito, botte e pistole: sei anni e 4 mesi per Criscuolo e per Brunetti, papà dei boss della “Paranza”
Battipaglia, rapina al “Trade Land”: due condanne

Sei anni e quattro mesi di reclusione. Pena definitiva inflitta al napoletano Salvatore Brunetti, 61 anni, e al compaesano 29enne Giuseppe Criscuolo, tra gli autori dell’eclatante rapina alla “Trade Land”, deposito di bevande nella zona industriale di Battipaglia, finito nel mirino dei malviventi il primo aprile del 2021. Nelle scorse ore gli ermellini della Seconda sezione penale della Corte di cassazione (presidente il giudice Giovanna Verga, relatore Giuseppe Coscioni) hanno depositato le motivazioni della sentenza emessa sul finir di gennaio scorso.

Un verdetto parzialmente favorevole ai rapinatori, che hanno potuto beneficiare d’un annullamento senza rinvio delle statuizioni delle toghe della Corte d’appello di Salerno limitatamente alla condanna d’otto mesi (inizialmente la pena era di sette anni) per il secondo capo d’imputazione, per mezzo del quale ai due veniva contestato il concorso nei reati di detenzione e porto d’armi ad uso pubblico, accogliendo le censure formulate dagli avvocati Giuseppe Ricciulli e Carlo Ercolino: i difensori sono riusciti a dimostrare che i giudici di secondo grado non sono riusciti a dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che l’arma puntata (probabilmente proprio da Brunetti) contro il responsabile della logistica della società battipagliese non fosse una mera pistola giocattolo.

Per il resto hanno retto fino all’ultimo grado di giudizio (portando due degli imputati alla condanna a sei anni e quattro mesi di reclusione) gli elementi raccolti dal pm Bianca Rinaldi e dai carabinieri della Sezione operativa (capitano Donato Recchia) del Norm (capitano Graziano Maddalena) della Compagnia di Battipaglia (capitano Samuele Bileti), culminate, a dicembre del 2021, nell’esecuzione d’una misura cautelare carceraria ai danni del torrese Gaetano Vezzi (53 anni) e ai domiciliari a carico di Brunetti e Criscuolo (l’altro presunto complice, il 40enne Ferdinando Spinelli, era stato arrestato 48 ore dopo il raid).

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