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Figlia uccisa, la madre finisce in carcere

Pontecagnano, definitiva la condanna a dieci anni per Schiavo: la piccola morì “scossa” ma la donna non voleva ammazzarla
Figlia uccisa, la madre finisce in carcere

In carcere per un delitto che, con ogni probabilità, non avrebbe mai voluto commettere. Da mercoledì scorso la pontecagnanese Denise Schiavo è detenuta nella casa circondariale di Fuorni: deve scontare una condanna definitiva e irrevocabile a dieci anni di reclusione per l’omicidio preterintenzionale della figlia, che aveva appena 45 giorni. La donna, assistita dall’avvocato Michele Sarno, è stata tradotta al penitenziario dai carabinieri della Stazione di Pontecagnano Faiano (maresciallo capo Dario Santaniello), coordinati dalla Compagnia di Battipaglia, temporaneamente agli ordini del capitano Graziano Maddalena, che le hanno notificato l’ordine d’esecuzione della carcerazione emesso dalla Procura generale della Corte d’appello di Salerno.

Il verdetto

Effetti della sentenza per mezzo della quale, nei giorni precedenti, i giudici della Corte di cassazione avevano rigettato il ricorso, rendendo irrevocabile la condanna inflitta a maggio dello scorso anno dalle toghe della Corte d’assise d’appello di Salerno. «Senza volerlo e senza rendersene conto»: così la giovane madre pontecagnanese avrebbe ammazzato la piccola, morta per scuotimento.

Le indagini

I fatti risalgono a poco meno d’un decennio fa, precisamente a ottobre del 2014. Le indagini, delegate ai militari della Stazione picentina e coordinate dai pm Roberto Penna e Francesca Fittipaldi, furono avviate proprio su richiesta dei genitori della bimba. La piccola morì all’ospedale “Santobono” di Napoli. Al presidio pediatrico partenopeo giunse dal “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”. In gravissime condizioni. Dopo il tragico decesso, i sostituti procuratori iscrissero nel registro degli indagati ben 39 sanitari, tra medici e paramedici.

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