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Trincea Ruggi, dà in escandescenza e sfascia il Pronto soccorso

Giovane danneggia il triage dopo le dimissioni, l'allarme di "Nessuno tocchi Ippocrate": difficile lavorare così
Trincea Ruggi, dà in escandescenza e sfascia il Pronto soccorso

Nella Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, emerge un nuovo episodio di violenza che si è verificato nelle scorse ore al Pronto soccorso dell’ospedale “Ruggi”. Le violenze contro gli addetti della Sanità, dunque, continuano a essere un’emergenza nel Salernitano e, più in generale, in tutta la Campania dove, proprio negli ultimi giorni, si sono registrati gravi episodi con aggressioni agli operatori sanitari del Pronto soccorso dell’ospedale evangelico Betania (dove sono state distrutte le porte d’ingresso all’area dell’emergenza-urgenza) di Napoli e dei danneggiamenti del Cto, sempre nel capoluogo partenopeo.

L’intervento

Episodi che si sono ripetuti anche nella serata di domenica nel presidio sanitario di via San Leonardo. Un giorno prima, nella nottata di sabato, al Pronto soccorso del “Ruggi” è stato accompagnato un giovane, residente in provincia di Napoli, da un’ambulanza del 118: gli operatori sanitari erano intervenuti su segnalazione della polizia ferroviaria nella zona della stazione di piazza Vittorio Veneto dove il giovane, affetto da problemi di tossicodipendenza, era stato trovato in un precario stato di salute. Per questo, dunque, è scattata la richiesta d’intervento: il ragazzo partenopeo, in pochi minuti, è stato caricato in ambulanza e portato in via San Leonardo.

Il caos

Preso in cura dai medici del Pronto soccorso, è rimasto sotto osservazione per un giorno, fino alla serata di domenica. Quando si è scatenato il caos: all’atto delle dimissioni, infatti, il giovane è andato in escandescenza. Dopo essere uscito dal reparto, si è scatenato nella sala d’accoglienza dell’area d’emergenza-urgenza, prima rovesciando i bidoni dei rifiuti e le sedie per l’attesa e poi rivolgendo la sua ira contro la lastra che divide gli operatori del triage dal “resto del mondo”. Una furia difficile da placare: i colpi rivolti dal giovane, infatti, hanno infranto la lastra che è stata fortemente danneggiata prima dell’intervento della sicurezza.

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