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Eboli, dieci pugnalate al petto del padre con un coltello da cucina

Vincenzo Santimone ha ucciso il genitore colpendolo pure all’addome
Eboli, dieci pugnalate al petto del padre con un coltello da cucina

Vincenzo Santimone ha ucciso il padre con oltre dieci coltellate. Lo ha colpito al torace, all’addome e alle spalle. Una furia omicida incomprensibile, se non fosse che Vincenzo, 47 anni, soffriva da anni di allucinazioni e manie persecutorie. Si sentiva seguito, si sentiva minacciato. Non viveva sereno, afflitto com’era da turbe psichiche. Santimone non si curava. Le prescrizioni dell’Istituto di Igiene Mentale sono rimaste lettera morta sulle ricette scritte da diversi specialisti.

Il tragico epilogo

Vincenzo ha continuato a vivere come un ragazzo normale. Come gli amici che frequentava. Ma aveva bisogno di aiuto. Una mano gliela davano i familiari. In primis il padre, Riccardo, che martedì sera è stato accoltellato a morte al torace, all’addome e alla schiena.

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