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“Spiati” Iervolino e la moglie, Cirielli e Mezzaroma

di Alessandro Mosca
La Procura di Perugia ha accertato accessi abusivi a informazioni segrete
“Spiati” Iervolino e la moglie, Cirielli e Mezzaroma

Politici, imprenditori, volti noti del mondo del calcio: Salerno finisce al centro dell’inchiesta coordinata dal procuratore capo della Procura di Perugia, Raffaele Cantone, sul “dossieraggio” avviato negli anni nei confronti di personaggi di spicco della società civile italiana, “monitorati” attraverso la visione dei loro dati riservati nelle banche dati informatiche. Un lavoro che nasce da una denuncia del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e che finora ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati di 15 persone (accusate a vario titolo di abuso d’ufficio, falco e accesso abusivo a sistema informatico) fra cui l’ex magistrato dell’Antimafia, Antonio Laudati – in passato responsabile del servizio Sos (Segnalazione operazioni sospette) -, il finanziere Pasquale Striano e alcuni giornalisti.

L’attenzione su Cirielli

C’è di tutto nell’elenco degli oltre 800 profili cercati sulle varie banche dati riservate senza autorizzazione secondo l’accusa. Dall’allenatore Massimiliano Allegri al calciatore Cristiano Ronaldo, passando per l’ex compagna di Silvio Berlusconi, Marta Fascina, fino a diversi ministri. E l’attenzione sui politici si è soffermata anche su Edmondo Cirielli: il viceministro degli Esteri e storico esponente salernitano di Fratelli d’Italia, infatti, è stato “dossierato” il 12 luglio del 2022 attraverso un accesso abusivo alla banca dati Siva (l’archivio informatico del Sistema Informativo Valutario che contiene una mole di dati su operazioni finanziarie anomale) per individuare l’eventuale presenza di segnazione di operazioni sospette.

Il dossieraggio su Iervolino

E fra le persone per cui sono state carpite informazioni dalle banche dati riservate c’è anche Danilo Iervolino. Un nome ricercato più volte. Dall’invito a comparire emesso dalla Procura di Perugia nei confronti degli indagati, infatti, l’imprenditore di Palma Campania – dal gennaio del 2022 presidente della Salernitana – viene attenzionato sempre da Striano già l’8 ottobre del 2019 (ben prima dell’acquisto del club granata) con un accesso abusivo alla banca dati Serpico.

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