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Case abusive nel cuore del Parco Nazionale del Cilento

Sigilli a tre abitazioni e ad una quarta in costruzione
Case abusive nel cuore del Parco Nazionale del Cilento

Doppio blitz dei carabinieri nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, sigilli a tre case abusive e ad una quarta in costruzione. Il Nucleo Carabinieri Parco di Castellabate, a chiusura di un’indagine svolta anche con l’ausilio dell’Ufficio Antiabusivismo, alla prevenzione ed alla repressione delle violazioni della normativa edilizia, paesaggistica ed ambientale, hanno eseguito a Castellabate, in area di particolare valenza ambientale ricadente nella perimetrazione del Parco ed in zona agricola, il sequestro preventivo d’iniziativa di un manufatto a forma rettangolare da adibire a civile abitazione, ottenuto dalla chiusura di una tettoia in legno anch’essa priva di titoli edilizi legittimi, dalle dimensioni di circa 8.20 metri x 4.30 metri realizzato in blocchi di calcestruzzo, con suddivisioni interne e sistema di copertura a pannelli coibentati, poggiante su una platea di cemento. Denunciato a piede libero alla Procura di Vallo della Lucania il committente ed esecutore delle opere abusive.

Nelle scorse settimane, scrive in una nota il procuratore Vincenzo Palumbo, i militari del Nucleo Carabinieri Parco di Castellabate e del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, su disposizione della Procura, hanno eseguito in Montecorice un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Vallo della Lucania di 3 immobili costituiti da 2 fabbricati ad uso residenziali ed un terreno all’interno del quale era stata realizzata una platea in calcestruzzo armato con sopra posta una casa smontabile in pvc ed annesso porticato in ferro, nella perimetrazione definitiva del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni nonché in zona agricola del Comune. Le attività investigative, eseguite anche con l’ausilio dell’Ufficio Tecnico Comunale, hanno permesso di accertare che tali opere realizzate, anche recentemente, da 4 persone riconducibili allo stesso nucleo familiare.

Erano stato realizzate in violazione alla normativa edilizia, paesaggistica ed ambientale nonché alla normativa antisismica, causando un’alterazione rilevante e permanente dello stato dei luoghi finalizzata ad una lottizzazione abusiva di terreni con destinazione agricola. Sulla base di tali elementi sono state contestate ai proprietari degli immobili ipotesi di reato riconducibili ad abusi edilizi e paesaggistici in arca di particolare pregio ambientale quale il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Nel corso delle indagini inoltre, è stata accertata nella richiesta di sanatoria di uno degli immobili abusivi. La falsità ideologica commessa dal tecnico di parte che, nella relazione e negli elaborati tecnici, aveva certificato uno stato di fatto non rispondente alla realtà.

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