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Fonderie Pisano, è pressing delocalizzazione

di Eleonora Tedesco
Altro incontro al Comune con la dirigente Cantisani: il Pua sott’esame
Fonderie Pisano, è pressing delocalizzazione

Azioni concrete nel segno della delocalizzazione delle Fonderie o la famiglia Pisano rischierà di perdere le premialità previste dal Piano urbanistico attuativo, in questo momento bocciato ma ancora riproponibile. È la strada indicata dopo la riunione congiunta delle commissioni Ambiente e Urbanistica al termine del confronto che ha visto i consiglieri comunali discutere sugli aspetti tecnici della vicenda dell’opificio di Fratte con la funzionaria del settore Urbanistica, Maddalena Cantisani.

Le strade percorribili

«La dirigente – spiega il presidente della commissione Ambiente, Arturo Iannelli ci ha spiegato con chiarezza che il Comune non ha strumenti, sul piano urbanistico, per imporre ai Pisano di lasciare Fratte o per chiudere la fabbrica. Effettivamente il Pua è stato bocciato ma abbiamo davanti due strade possibili: una in cui ci poniamo in netta contrapposizione con la proprietà delle Fonderie oppure possiamo aspettare un mese, massimo un mese e mezzo perché la nuova legge regionale ci dia nuovi strumenti per convocare un Tavolo tecnico e per proporre una soluzione che consenta ai Pisano di conservare le premialità previste con un nuovo Pua. Noi potremmo pensare di dare una scadenza entro i successivi tre anni ma, d’altra parte, vogliamo che la volontà di delocalizzare corrisponda ad atti concreti».

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