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«Offese la moglie ma non la violentò»

di Maria Emilia Cobucci
Il 59enne è stato condannato per maltrattamenti in famiglia. Assolto dal giudice per l’accusa più grave
«Offese la moglie ma non la violentò»

«Farai la fine del maiale». Queste le parole offensive indirizzate alla moglie straniera che lo aveva lasciato. Condannato a due anni di reclusione l’ex marito, un 59enne originario di un paesino del Cilento. L’uomo è stato ritenuto colpevole di maltrattamenti in famiglia, ma assolto dall’accusa più grave di violenza sessuale. La sentenza di primo grado è arrivata nei giorni scorsi a firma del giudice Mauro Tringali del Tribunale di Vallo della Lucania.

I maltrattamenti, invece, sono avvenuti nel mese di aprile di tre anni fa. L’uomo, difeso dall’avvocato Carmelo Veneri, può ancora fa ricorso ai giudici della Corte di Appello. La vicenda invece risale al 2021, tre anni fa, quando la donna straniera che lavorava come badante presso una famiglia di Pollica si presenta ai carabinieri della locale stazione. Ai militari, la donna racconta il suo calvario: un matrimonio celebrato in Patria e poi il trasferimento nel Cilento con il marito. L’idillio dura poco. Ben presto, gentilezze e attenzioni svaniscono nel nulla. La donna descrive agli investigatori «una situazione familiare impossibile, fatta di continue violenze, fisiche e verbali».

Episodi, dati, circostanze, prove. La signora elenca tutto quello che accade tra le mura domestiche. Ai carabinieri racconta inoltre il carattere possessivo dell’uomo che invece ha sempre rigettato le accuse, rivelando in aula con la donna straniera lo avrebbe sposato solo per ottenere la cittadinanza italiana.

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