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Salerno, soldi “riciclati” nei locali: i giudici non fanno sconti

di Salvatore De Napoli
Il Riesame conferma i domiciliari per i capi e fiancheggiatori dell’organizzazione
Salerno, soldi “riciclati” nei locali: i giudici non fanno sconti

Regge al vaglio del Tribunale del Riesame l’inchiesta sulle intestazioni fittizie di ristoranti e bar che ha portato ad emettere diverse misure cautelari a carico di imprenditori e dei loro presunti prestanome tra Salerno, Roma e Casoria. I giudici, infatti, hanno respinto i ricorsi di tutti gli indagati e solo in un caso hanno attenuato la misura cautelare. Primo punto a favore, dunque, per l’inchiesta della Procura di Salerno e dei finanzieri del Nucleo salernitano di polizia Economico Finanziaria che, il primo febbraio scorso, aveva acceso i riflettori sui più importanti locali della ristorazione e bar di Salerno, ma anche a Roma, che sarebbero stati utilizzati, secondo l’ipotesi di indagine, attraverso una serie intestazioni fittizie, per il riciclaggio e l’autoriciclaggio di denaro.

La decisione del Riesame

I giudici dunque hanno confermato gli arresti domiciliari per il 71enne imprenditore originario di Ercolano, ma residente a San Cipriano Picentino, Domenico Zeno, detto Mimmo, assistito dall’avvocato Giovanni Chiarito; per il 56enne notissimo gestore di locali della ristorazione e bar a Salerno e a Roma, Vincenzo Bove, difeso dall’avvocato Michele Tedesco; per l’imprenditore Massimo Sileo di 58 anni, conosciuto per la sua attività nel mondo del caffè, assistito dagli avvocati Antonio Ciliberti e Agostino De Caro (in precedenza lo stesso Riesame aveva confermato la misura cautelare anche per Vincenzo Casciello, 73enne difeso dall’avvocato Giovanni Falci). Respinti anche i ricorsi della 59enne Michelina Del Basso, moglie di Zeno, anche lei difesa dall’avvocato Giovanni Chiarito, e del 63enne Donato Pasqualucci, commercialista di Salerno, entrambi sottoposti a misure cautelari minori. Il commercialista Antonio Libretti, 41enne residente a Sant’Arsenio, ha avuto una mitigazione della misura cautelare, mutata nell divieto temporaneo di esercizio della professione. Non hanno presentato ricorso, invece, Carmine Del Regno di 58 anni di Salerno (destinatario di una misura cautelare deli arresti domiciliari), Mariarosaria, detta Mariella, D’Auria di 54anni di Salerno. Il Riesame ha, inoltre, considerato prescritta l’ipotesi di indagine di intestazione fittizia risalente al 2017 riguardo la società Elmas srl, gestore del ristorante “Comm’ accetta” a Torrione per il quale sono finiti sotto inchiesta Zeno, Bove, Carmine ed Elisabetta Del Regno, Libretti, Casciello ed altri. Non appena saranno depositate le motivazioni della decisione del Tribunale del Riesame, saranno probabilmente presentati i ricorsi per Cassazione.

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