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Inchiesta Alfieri, nuovo blitz nei comuni

di Carmine Landi
Sequestrati altri atti negli uffici di Battipaglia e Capaccio e nelle sedi aziendali: lente sul subappalto alle porte della Piana
Inchiesta Alfieri, nuovo blitz nei comuni

Negli uffici tecnici comunali di Battipaglia e Capaccio Paestum e nelle sedi della Dervit di Roccadaspide e della Alfieri Impianti di Torchiara. Le fiamme gialle del Gruppo di Eboli (tenente colonnello Massimo Otranto) e del Nucleo di polizia economico-finanziaria (colonnello Claudio Molinari) del Comando provinciale (colonnello Oriol De Luca) ci sono tornate nella mattinata di giovedì scorso per eseguire un nuovo decreto di perquisizione e sequestro a firma di Alessandro Di Vico, pm titolare delle indagini sul presunto patto corruttivo tra il sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri (ch’è pure presidente della Provincia) ed il patron dell’impresa rocchese, Vittorio De Rosa, fondato – questa la pista battuta dagli inquirenti – sul supposto baratto dell’aggiudica (alla Dervit) della procedura negoziata per la pubblica illuminazione pestana (valore 2,02 milioni di euro) con il subappalto che la ditta del Calore avrebbe accordato alla srl torchiarese, riconducibile ai familiari del politico, per una fetta degli analoghi lavori da 2,6 milioni di euro, ottenuti all’esito di gara aperta, a Battipaglia.

Lente sul subappalto

E, ad eccezione d’una copia della stampa dell’estrazione effettuata dall’Albo Asmel degli operatori economici successivamente invitati alla procedura negoziata capaccese, con il report dei criteri di selezione (i finanzieri l’hanno requisita nell’ufficio dell’ingegnere Carmine Greco, responsabile unico del procedimento per conto del Comune pestano), tutta la documentazione sequestrata riguarda l’appalto per i lampioni lungo le strade della capofila della Piana del Sele (pur in assenza – va specificato – di profili battipagliesi nel registro degli indagati). Al terzo piano del palazzone con vista su piazza Aldo Moro, le fiamme gialle hanno bussato alle porte delle stanze del responsabile unico del procedimento, del coordinatore della sicurezza in fase d’esecuzione e del direttore dei lavori. Hanno requisito 12 carteggi: innanzitutto il piano operativo di sicurezza della Alfieri Impianti, con eventuali modifiche ed integrazioni in corso d’opera, e i verbali di visita e di coordinamento redatti dal coordinatore.

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