Skip to content

“Gregge” in Procura: denuncia del figlio di donna Caterina

di Alfredo Boccia
Associazione commissariata dal vescovo, nuovo distinguo Albano: «Fatto un uso scorretto degli scritti di mia madre»
“Gregge” in Procura: denuncia del figlio di donna Caterina

Un nuovo capitolo nella vicenda dell’associazione privata di fedeli “Opera del Gregge del Bambino Gesù”, dopo il commissariamento deciso dall’arcivescovo di Salerno con un decreto dello scorso 9 febbraio. E spunta anche una denuncia all’autorità giudiziaria per ribadire da parte del figlio di Caterina Tramontano che non esiste alcuna ispirazione nella costituzione dell’associazione da parte della mamma deceduta nel 1996 ma ancora ritenuta da tanti esempio concreto di fede e di carità. L’avvocato Francesco Albano, figlio della signora Caterina Tramontano-Albano, in una nota fatta pervenire alla redazione de “la Città” contesta “il sistematico accredito di chi, asserendo che l’associazione “Opera del Gregge del Bambin Gesù” nasce dall’esperienza spirituale della Signora Caterina Tramontano-Albano, afferma scientemente il falso” e, nella qualità di erede ritiene una offesa alla persona della madre qualsiasi collegamento della stessa “con l’Associazione “Opera del Gregge del Bambin Gesù” e con gli adepti, ringraziando la Provvidenza che non permette che principi eterni possano spegnersi, come fiaccola, in un pantano”.

La denuncia in Procura

L’avvocato Albano, inoltre, ricorda nello stesso scritto “che, per evitare che il silenzio dei figli potesse alimentare la credulità di chi, ascoltando l’imbonitore di turno, si “convertisse” favorendo il consolidamento di un metodo fraudolento e per smentire, in maniera inequivoca, qualsiasi ipotesi di continuazione del pensiero di Caterina nelle iniziative dell’Associazione, lo scrivente, ha ritenuto presentare alla Procura della Repubblica di Napoli denunzia nei confronti dell’ispiratore del fare dell’associazione, un fuoriuscito della congregazione dei Salesiani che, senza rispetto della riservatezza che impone il silenzio per quanto appreso in segreto confessionale, ha fatto uso scorretto e mai autorizzato di scritti appartenenti a mia madre e, dopo la sua morte, solo ai legittimi eredi”.

Leggi anche