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Eboli, villette al Prato: otto persone a processo

di Francesco Faenza
A giudizio per lottizzazione abusiva i proprietari delle sei case, un funzionario comunale, progettisti e costruttori
Eboli, villette al Prato: otto persone a processo

Costruirono sei villette al rione Prato, rinviati a giudizio otto persone dal giudice Francesco Guerra. Il processo inizierà ad aprile, al tribunale di Salerno, per Nunziatina Manzi, Fulvio e Girolamo Ginetti (proprietari delle case), Giuseppe Barrella, funzionario comunale, Michele Borriello, direttore dei lavori, Matteo Barone, progettista, Vincenzo Fuoco, imprenditore, Santo Fido Venerando, costruttore. L’accusa è di lottizzazione abusiva: utilizzando il Piano casa (legge regionale), dall’ampliamento di volume di un immobile sarebbero “spuntate” sei villette. Il rione Prato è un rione rurale e non residenziale. Gli imputati sono difesi dagli avvocati: Felice Lentini, Gerardo Lamanna, Nicola Funaro, Massimo Oliva e Mariano Salvio. L’indagine del pm Marinella Guglielmotti prende il via nel 2018. A condurre l’inchiesta nella traversa numero 3 del rione Prato sono stati i vigili urbani di Eboli. La prima udienza è stata fissata ad aprile, davanti al collegio giudicante presieduto dal magistrato Lucia Casale.

Gli imputati avrebbero presentato delle memorie difensive, in Procura, dichiarando di aver avuto il via libera del comune per costruire le sei ville, sostenendo di aver pagato anche corposi oneri di urbanizzazione, di avere le carte in regola, in quanto a Palazzo di Città è stato espresso parere favorevole sul progetto. Le singole posizioni, ora, verranno vagliate dai giudici. Dai proprietari delle ville ai costruttori, dai progettisti al direttore dei lavori, i magistrati dovranno stabilire se c’è stato scempio edile in zona agricola, attraverso la lottizzazione, o se le sei villette sono state regolarmente costruite. Il rischio è che l’intero intervento possa finire sotto la scure della confisca, istituto previsto dalla lottizzazione abusiva, così da finire nel patrimonio comunale. Il sindaco potrà poi decidere se destinare le sei villette alle fasce deboli oppure abbatterle in danno agli imputati.

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