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Amalfi, revocate tutte le concessioni ai balneari

Il Comune chiede la restituzione delle aree demaniali a Marina Grande: la spiaggia dovrà essere liberata entro il 22 febbraio
Amalfi, revocate tutte le concessioni ai balneari

Il Comune di Amalfi chiede la restituzione e la consegna delle aree demaniali occupate dagli stabilimenti balneari, bar e ristoranti permanenti. Con tre diverse ordinanze, il responsabile del settore Lavori pubblici e Demanio, l’ingegnere Pietro Fico, ha intimato lo sgombero dell’arenile di Marina Grande da parte delle tre entità presenti: Silver Moon, Marina Grande e Stella Maris, titolari di regolari concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreativa rilasciate tra il 2008 e il 2009.

L’ordinanza

Alla vigilia della scorsa stagione balneare, il Consiglio di Stato, con sentenza del 2023, aveva confermato l’ordinanza di demolizione numero 20/2014 emessa dal responsabile del servizio Area Tecnica Edilizia e Urbanistica del Comune di Amalfi proprio dieci anni fa. Una proroga era stata concessa per non far saltare la stagione balneare. Ma stavolta pare non vi sia alcun’altra possibilità. Con determina numero 202 del 9 febbraio scorso, l’ingegnere Fico ha disposto la decadenza delle concessioni demaniali rilasciate dal Comune di Amalfi alle tre attività che allo stato occupano le aree demaniali senza alcun valido titolo giuridico.

Il dispositivo

Ai fini della cessazione di tale situazione antigiuridica di occupazione abusiva, occorre procedere alla acquisizione dell’area oggetto della concessione decaduta mediante consegna e rilascio per il ripristino delle finalità cui è destinata l’area in questione, a tutela dello specifico interesse pubblico connesso al bene in questione in vista della stagione estiva 2024” si legge dall’ordinanza. La restituzione e la consegna delle porzioni di spiaggia dovranno avvenire giovedì 22 febbraio alle 11.00. “In caso di inottemperanza – specifica il dispositivo – si procederà in via coattiva con l’assistenza della Forza Pubblica, con deferimento alla competente Autorità Giudiziaria“.

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