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«Ho visto il corpo in mare, era intatto»

di Salvatore De Napoli
La testimonianza dell’uomo che ha scoperto il cadavere di Mimmo Di Giacomo: «L’ho issato sul molo con i soccorritori»
«Ho visto il corpo in mare, era intatto»

Un incidente sembra l’ipotesi più probabile per la morte di Mimmo Di Giacomo, il pescatore trovato morto a mare davanti al molo 3 gennaio. Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso del 50enne salernitano avvistato mentre galleggiava privo di vita nel tratto di mare dal molo del porto commerciale e lo spazio d’acqua davanti al circolo canottieri in via Ligea. A raccontare il ritrovamento del cadavere il pescatore che ha visto il corpo galleggiare a mare. «Intorno alle 2,30 di lunedì notte, visto il maltempo, sono andato sulla barca che è ormeggiata al molo 3 gennaio, per vedere se fosse tutto a posto – ricorda il 70enne pescatore -. Pioveva e c’era la risacca. Ho visto un giubbino galleggiare sull’acqua e non ho capito di cosa si trattasse. Sono andato a prendere la torcia e mi sono accorto che era un corpo che galleggiava a mare. Ho dato subito l’allarme e sono arrivati polizia, capitaneria di porto, ambulanza e vigili del fuoco». E poi ha aggiunto: «Ho dato una mano per mettere il corpo sul pontile. I soccorritori e le forze dell’ordine lo hanno spogliato per controllare se avesse qualche segno sul corpo, ma non aveva neanche graffio».

La posizione della barca

Importante sarà stabilire anche come fosse ormeggiato il peschereccio su cui si potrebbe essere trovato Di Giacomo poche ore prima della morte e a bordo del quale alcune volte si tratteneva a dormire: «La sua barca era a un paio di centinaio di metri dalla mia, sempre ormeggiata al molo 3 gennaio – afferma il settantenne pescatore -, di lato e non di punta, né c’erano altre imbarcazioni ormeggiate immediatamente vicine». Conseguentemente, al lato opposto a quello dell’ormeggio alla banchina, c’era il mare e non si esclude che il 50enne sia potuto scivolare a mare, direttamente in acqua (da qui l’assenza di segni sul corpo), mentre era in barca, forse per controllare qualcosa dell’approntamento o dell’ormeggio visto il maltempo. L’incidente potrebbe essere accaduto poche ore prima dal ritrovamento: quando è stato portato a riva non era gonfio, segno che era caduto in acqua da poco tempo.

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